Sant'Eusanio, lento ritorno alla normalità

Nel nuovo villaggio ci sono i servizi essenziali e altri arriveranno. La chiesa è salva
SANT'EUSANIO FORCONESE. La cripta è quasi al buio. L'unica luce che penetra dall'esterno arriva da una piccola finestra che si trova dietro l'altare nel quale sono conservate le reliquie di Sant'Eusanio. Se la parte superiore di uno degli edifici sacri più importanti d'Abruzzo è fortemente danneggiata, qui sotto il terremoto ha voluto rispettare la sacralità del luogo. Le colonne sono intatte. Ce n'è solo una che sembra un po' inclinata ma la stabilità non è compromessa.
Ci sono voluti quasi due anni per mettere in sicurezza la Parrocchiale. L'abbandono e l'incuria stavano rischiando di far crollare anche la seconda delle tre absidi della chiesa. Una era stata già devastata dalla scossa. L'altra invece ha resistito anche se porta i segni dello scuotimento. Per restaurare l'edificio sacro ci vorranno tanti soldi e qualche anno. Però il primo passo è stato fatto. Gli operai sono al lavoro per salvare il salvabile e il sindaco Giovanni Berardinangelo tira un sospiro di sollievo. Tutt'intorno alla chiesa la situazione non è mutata di molto rispetto a un anno fa. Sono sparite le macerie della canonica ammonticchiate a un lato della piazza ma sono forse le uniche a essere state tolte. Palazzo Barberini Colonna è tutto fasciato in attesa di sapere se deve essere abbattuto o lo si può consolidare. Con il primo cittadino faccio un tuffo nel passato. In via Genitti nel 1908 era nata mia nonna Clarice. I miei zii hanno abitato a lungo a Sant'Eusanio. Quella strada ora quasi non la riconosco. Sarà tutto da rifare e anche per questo che il Comune sta lavorando al piano di ricostruzione. Le case E anche qui sono il vero problema. Le pratiche per le A, le B e le C, in tutto una cinquantina, sono state seguite direttamente dall'ufficio tecnico municipale. Ora arriva l'ostacolo più grosso. C'è chi vorrebbe iniziare subito i lavori e tornare a casa sua al più presto. La gran parte degli abitanti di Sant'Eusanio e della frazione di Casentino sono nei moduli abitativi provvisori.
Anche Casentino ha il centro storico chiuso e sono state avviate le opere per la messa in sicurezza della chiesa. Nel nuovo villaggio realizzato dalla Protezione civile ci sono ancora aggiustamenti da fare. Come creare qualche parcheggio e realizzare centri di aggregazione (per adesso c'è l'ambulatorio medico e la chiesa di legno). Due anziani lamentano che i map hanno problemi idrici. Sotto alle casette scorre l'acqua e l'isolamento da terra è inadeguato. Come confermano i residenti, tra i quali l'82enne Alessandro D'Amato e Giovanni Sarra, i lavori sono stati fatti in fretta e devono essere completati. In alcune casette c'è umidità. In altre si sono sollevati i pavimenti tanto che le porte non si chiudono più. Il sindaco promette che ci saranno interventi di sistemazione. «Altrimenti», dice Sarra, «faremo da soli».
Il nuovo villaggio di Sant'Eusanio ha un bar, un negozio di alimentari, la chiesa. Fra qualche tempo ci sarà un centro sociale che nascerà al posto dell'ex asilo ormai in abbandono. I soldi arriveranno grazie alla solidarietà degli emigranti del Belgio che non hanno dimenticato il loro paese di origine e sono pronti a sostenere la rinascita.
Lo sguardo volge verso l'alto dove sul colle c'è l'antico Castello. Lì non bisognerà fare interventi perché i lavori di consolidamento fatti prima del sisma lo hanno salvato dalla distruzione. Il terremoto non ha disperso la comunità. E Sant'Eusanio ha cominciato il lento ritorno alla normalità.
Ci sono voluti quasi due anni per mettere in sicurezza la Parrocchiale. L'abbandono e l'incuria stavano rischiando di far crollare anche la seconda delle tre absidi della chiesa. Una era stata già devastata dalla scossa. L'altra invece ha resistito anche se porta i segni dello scuotimento. Per restaurare l'edificio sacro ci vorranno tanti soldi e qualche anno. Però il primo passo è stato fatto. Gli operai sono al lavoro per salvare il salvabile e il sindaco Giovanni Berardinangelo tira un sospiro di sollievo. Tutt'intorno alla chiesa la situazione non è mutata di molto rispetto a un anno fa. Sono sparite le macerie della canonica ammonticchiate a un lato della piazza ma sono forse le uniche a essere state tolte. Palazzo Barberini Colonna è tutto fasciato in attesa di sapere se deve essere abbattuto o lo si può consolidare. Con il primo cittadino faccio un tuffo nel passato. In via Genitti nel 1908 era nata mia nonna Clarice. I miei zii hanno abitato a lungo a Sant'Eusanio. Quella strada ora quasi non la riconosco. Sarà tutto da rifare e anche per questo che il Comune sta lavorando al piano di ricostruzione. Le case E anche qui sono il vero problema. Le pratiche per le A, le B e le C, in tutto una cinquantina, sono state seguite direttamente dall'ufficio tecnico municipale. Ora arriva l'ostacolo più grosso. C'è chi vorrebbe iniziare subito i lavori e tornare a casa sua al più presto. La gran parte degli abitanti di Sant'Eusanio e della frazione di Casentino sono nei moduli abitativi provvisori.
Anche Casentino ha il centro storico chiuso e sono state avviate le opere per la messa in sicurezza della chiesa. Nel nuovo villaggio realizzato dalla Protezione civile ci sono ancora aggiustamenti da fare. Come creare qualche parcheggio e realizzare centri di aggregazione (per adesso c'è l'ambulatorio medico e la chiesa di legno). Due anziani lamentano che i map hanno problemi idrici. Sotto alle casette scorre l'acqua e l'isolamento da terra è inadeguato. Come confermano i residenti, tra i quali l'82enne Alessandro D'Amato e Giovanni Sarra, i lavori sono stati fatti in fretta e devono essere completati. In alcune casette c'è umidità. In altre si sono sollevati i pavimenti tanto che le porte non si chiudono più. Il sindaco promette che ci saranno interventi di sistemazione. «Altrimenti», dice Sarra, «faremo da soli».
Il nuovo villaggio di Sant'Eusanio ha un bar, un negozio di alimentari, la chiesa. Fra qualche tempo ci sarà un centro sociale che nascerà al posto dell'ex asilo ormai in abbandono. I soldi arriveranno grazie alla solidarietà degli emigranti del Belgio che non hanno dimenticato il loro paese di origine e sono pronti a sostenere la rinascita.
Lo sguardo volge verso l'alto dove sul colle c'è l'antico Castello. Lì non bisognerà fare interventi perché i lavori di consolidamento fatti prima del sisma lo hanno salvato dalla distruzione. Il terremoto non ha disperso la comunità. E Sant'Eusanio ha cominciato il lento ritorno alla normalità.
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