Sant’Onofrio e Campo 78 Al via la riqualificazione

8 Settembre 2019

Affidati i progetti per il rilancio delle due aree strategiche per il turismo Previsti interventi per 600mila euro per far fronte al degrado e all’abbandono

SULMONA. Sono stati affidati gli incarichi per la progettazione definitiva sulla riqualificazione dell’eremo di Sant’Onofrio e dell’ex Campo di prigionia 78 di Fonte d’Amore. Entra nel vivo, dunque, il progetto di ristrutturazione di due aree strategiche per il turismo e l’economia della zona, ma che restano in balìa del degrado e dei vandali. Il riferimento è in particolare all’eremo di Sant’Onofrio che è stato oggetto di numerosi atti d’inciviltà che rischiano di porre un problema di conservazione della struttura.
Così, sono state affidate la “progettazione definitiva ed esecutiva per il ripristino e il ritorno in funzione del Parco della memoria Campo 78” di Fonte d’Amore a Sulmona e quella per la riqualificazione dell’area di Sant’Onofrio.
Nel primo caso il lavoro, attraverso affidamento diretto, è andato allo studio tecnico associato Progetto Integrato di Sulmona per un importo pari a 12.600 euro, con un ribasso del 47,50% rispetto ai 24mila euro circa previsti inizialmente. Il progetto dell’area dell’eremo, invece, è stato affidato all’architetto Juan Rosario Campagna con un ribasso del 38 per cento e un importo complessivo di 17.700 euro. La giunta comunale, con delibera numero 136 del 10 luglio scorso, chiede «l’attuazione della convenzione stipulata con la Regione Abruzzo e la realizzazione dell’iniziativa denominata Progetto per la riqualificazione area celestiniana-chalet-Sant’Onofrio-eremo». Il tutto perché la ormai annosa questione degli usi civici non è stata ancora completamente risolta, impedendo di fatto al Comune di disporre fino in fondo dell’area.
Anche per questo, appena qualche settimana fa, lo chalet è stato oggetto di un furto, che ha fruttato ai ladri circa 7mila euro, ai danni delle attrezzature da cucina. E in quell’occasione l’Associazione Celestiniana, che conserva la gestione della struttura, ha richiamato l’attenzione proprio del Comune. Sull’intera zona che comprende l’eremo di Sant’Onofrio, lo chalet, il santuario di Ercole Curino, l’abbazia di Santo Spirito e l’ex Campo di prigionia 78 il Comune ha presentato un progetto di riqualificazione turistica da 600mila euro, che prevede nel dettaglio la spesa di 350mila euro per Campo 78, 170mila per la messa in collegamento dei vari posti e nuovi interventi sull’abbazia celestiniana.
Lo chalet di Sant’Onofrio, gestito dall’Associazione Celestiniana, è chiuso ormai da nove anni, prima per un problema di sicurezza sul sentiero e poi per un cavillo legato agli usi civici. Una questione puramente formale sulla superficie di appena 60 metri quadri occupata dallo chalet, che di fatto ha bloccato in tutti questi anni l’attività dell’unico punto ristoro della zona.
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