Santa Croce, alta tensione Bloccati i Tir con l’acqua

Canistro, operai e residenti protestano contro Colella e impediscono le consegne L’imprenditore: «Attività altrove». Indagini su un masso spuntato in nottata
CANISTRO. Un muro umano blocca i tir della Santa Croce e impedisce al patron Colella di portare via i macchinari per etichettare le bottiglie d’acqua. Lavoratori, sindacalisti e tanti residenti sono scesi in strada per fermare la presunta spoliazione dell’azienda dove si imbottiglia l’acqua della Valle Roveto. In nottata, fra l’altro, un grosso masso e un albero tagliato erano stati messi a bloccare la strada. Gli operai hanno detto di non sapere niente dell’accaduto, ma sono in corso indagini.
Dopo lo sciopero della scorsa settimana, i sindacati erano arrivati a un accordo con il patron della Santa Croce, Camillo Colella. Patto che ieri mattina è stato disatteso. Secondo quanto stabilito e raccontato dai sindacati, l’imprenditore doveva portare via due muletti dall’azienda senza che i lavoratori in presidio fuori dal sito opponessero resistenza. Ma quando gli operai si sono accorti che i mezzi erano quattro e alcuni Tir erano arrivati in paese per portare via le bobine per l’etichettatrice è scattata la protesta. Decine di residenti sono scesi in strada e hanno creato una barriera sulla strada d’accesso allo stabilimento. Mamme con i bambini, adolescenti, anziani: tutta Canistro si è schierata con i dipendenti del sito per tutelare quell’azienda che da anni porta il nome di Canistro sulle tavole d’Italia. I carabinieri, gli agenti del commissariato di Avezzano e la Digos hanno cercato di evitare il peggio, schierandosi in parte davanti allo stabilimento e in parte nella via d’accesso dove si trovavano i residenti. Mentre la proprietà cercava in tutti i modi di capire come poter portare via i macchinari, i Tir erano fermi nella rampa di discesa dell’ex superstrada del Liri. Dopo una lunga trattativa i camionisti hanno fatto marcia indietro. «Siamo stati accanto alle forze sindacali e ai lavoratori per cercare le condizioni più favorevoli per non arrivare allo scontro», ha commentato il sindaco Angelo Di Paolo, «la Santa Croce è la realtà più importante di Canistro e lo ha dimostrato la forte attenzione dei residenti scesi in strada per tutelarla». Poco dopo le 18, scortato dalle forze dell’ordine, Colella è uscito dall’azienda ed è andato via, non senza applaudire sarcasticamente i residenti. «Abbiamo proclamato altri 5 giorni di sciopero», hanno precisato Marcello Pagliaroli (Flai- Cgil), Franco Pescara (Fai-Cisl) e Leonardo Lippa (Uila- Uil), «chi vincerà il bando è chiaro che dovrà venire a fare l’imprenditore e soprattutto a rilanciare il marchio. L’incontro in Regione di mercoledì con il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, il sottosegretario Mario Mazzocca e la proprietà sarà decisivo».
La risposta di Colella è arrivata in tarda serata. «È stata una giornata particolare e difficile», ha commentato l’imprenditore, «ma con la santa pazienza e con la preziosa collaborazione delle forze dell’ordine stiamo aspettando che tutto torni nella normalità ed entro la sfera dei diritti per riuscire a caricare e far partire i Tir per le consegne. Siamo fiduciosi che prima o poi la quindicina di dipendenti che manifesta possa capire la responsabilità di questa situazione. Vogliamo rassicurare che la Santa Croce non chiude e continuerà a mantenere gli impegni con clienti e fornitori anche delocalizzando l’attività in altri siti produttivi».
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