Santa Croce, blitz in Comune e azienda

30 Novembre 2016

Carabinieri e Asl indagano su prelievo di acqua e concessioni. Ultimatum dei sindacati a Colella: «Paghi gli stipendi»

CANISTRO. La saga dell’Acqua Santa Croce, che tra concessioni, revoche, bandi approvati, poi bocciati, acquisizioni e dissequestri sta mettendo in ginocchio il più importante settore regionale legato alle risorse naturali abruzzesi, sembra non finire. Camillo Colella, titolare dell’azienda che gestisce la risorsa idrica, ha tirato fuori un altro coniglio dal cilindro. Sarebbe infatti in possesso anche della concessione per la vecchia sorgente del Fiuggino, chiusa ormai a Canistro dagli anni Sessanta.

Nel frattempo, ieri i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo hanno eseguito un’acquisizione di atti in Comune su richiesta della Procura di Avezzano al fine di ricostruire le vicende riguardanti le concessioni. Due giorni fa, invece, il Tar ha bloccato di nuovo il bando per la gestione. Il provvedimento è stato adottato in via cautelativa per la gara di concessione bandita dalla Regione. I giudici hanno ordinato all’Ente di sospendere la valutazione delle domande che devono arrivare entro il 15 dicembre in attesa di pronunciarsi sulla sospensiva nell’udienza fissata il 21 dicembre. Al riguardo il direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, ha sottolineato che «dal punto di vista operativo l’interruzione non riguarda la fase della presentazione delle offerte, per la quale è stato fissato il temine ultimo del 15 dicembre, ma solamente la fase successiva».

Ma è solo l’ultima puntata di questa interminabile vicenda. Il tribunale amministrativo già lo scorso anno aveva annullato una gara simile bandita dalla Regione, che era stata vinta proprio dall’attuale società che gestisce la risorsa, guidata dall’imprenditore molisano Colella, proprietario dello stabilimento e dell’omonimo marchio di acqua minerale distribuita a livello nazionale. Ma non è finita. Infatti nei giorni scorsi il giudice di pace di Avezzano aveva annullato le sanzioni della Regione. Tutti colpi messi a segno da Colella che, nonostante i sigilli apposti dalla Regione con tanto di forze dell’ordine, sembra stia ancora captando acqua minerale, forse dai silos. Proprio per fare luce su questo punto, dopo un accertamento dei carabinieri, arrivati nello stabilimento tre giorni fa, ieri è arrivata anche la Asl che ha stilato una relazione.

Con una nota congiunta, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, insieme alle Rsu hanno lanciato un ultimatum: se entro venerdì non arriveranno le due mensilità arretrate si tornerà a scioperare. Uno sciopero e che ha già logorato lavoratori e dipendenti in presidio ininterrottamente davanti ai cancelli. Sconcerto è stato espresso per tutta la situazione dal sindaco Angelo Di Paolo, che lapidario spera che «arrivi un’azienda capace di pensare oltre al business, anche ai lavoratori e alla valorizzazione di questo patrimonio». Una risposta concreta a questi auspici è arrivata proprio ieri con una legge che rende ancora più severi i criteri per le concessioni. È stata depositata dal consigliere regionale Maurizio Di Nicola. Si introducono tra le cause di diniego o revoca l’irregolarità contributiva e le gravi violazioni in materia fiscale e previdenziale, in conformità a quanto previsto dal nuovo Codice degli appalti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA