Santa Croce deve 300mila euro al Comune

La società di Camillo Colella condannata in Cassazione a pagare la Tarsu 2008 e 2009, in ballo ci sono altri contenziosi
CANISTRO. La Santa Croce dovrà pagare oltre 300mila euro al comune di Canistro per tasse relative a dieci anni fa.
Lo ha stabilito la sezione tributaria civile della Corte di Cassazione, con un'ordinanza depositata in cancelleria alcuni giorni fa. La somma riguarda sia la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sia quella per la proprietà degli immobili.
La Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Sorgente Santa Croce Spa, relativamente ai Tributi Tarsu per gli anni 2008 e 2009, per l'Imu 2008 e 2009 riconoscendo a favore del Comune di Canistro il pagamento di 293mila euro più 11mila per spese di lite.
«A noi non fa piacere sapere della situazione debitoria nei confronti del fisco da parte di Camillo Colella, patron della Santa Croce», ha commentato il primo cittadino di Canistro, Angelo Di Paolo, «né di replicare allo stesso Colella per far conoscere all'opinione pubblica il credito che il comune di Canistro vanta nei suoi confronti. Ma il suo atteggiamento e le sue continue esternazioni sulla stampa», ha aggiunto il sindaco Di Paolo, «ci obbligano a rispondere, precisare e informare i cittadini».
Nei giorni scorsi, infatti, era arrivata un'altra decisione sul pagamento di tributi riguardanti, però, un altro periodo. L'altra lite tra il comune di Canistro e la Sorgente Santa Croce, questa volta sulla richiesta di pagamento di ben 450mila euro, avanzata dall’amministrazione Di Paolo all’azienda proprietaria del marchio delle acque minerali, aveva visto un esito diverso.
Il contenzioso riguardava il pagamento dei tributi relativi allo smaltimento dei rifiuti per gli anni 2011, 2013, 2014 e 2015. La Santa Croce, difesa dall’avvocato Roberto Fasciani, di Avezzano, ha sempre asserito che in quel periodo aveva provveduto in proprio allo smaltimento, ottenendo alla fine la ragione da parte della Commissione tributaria regionale, che ha respinto l’appello e ha condannato il Comune al pagamento di 5.000 euro per le spese legali.
Il Comune di Canistro si era opposto alla sentenza di primo grado della Commissione tributaria provinciale del gennaio 2018, già favorevole alla Santa Croce.
La Santa Croce ha riattivato la produzione nel suo stabilimento marsicano, imbottigliando dalla sorgente Fiuggino, nonostante il duro contenzioso legale su molteplici fronti con lo stesso Comune di Canistro e con il suo sindaco, Angelo Di Paolo, e con la Regione.
Il sodalizio dell’imprenditore Colella ha fatto richiesta di poter tornare a imbottigliare in via provvisoria anche l’acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga, in attesa dell’esito del nuovo bando. Nell’ambito di questo aspro conflitto, il Comune di Canistro aveva chiesto anche il pagamento del tributo Tarsu per l’anno 2011, pari a 90mila euro circa, e per il 2012, 97mila euro, del tributo Tares per l’annualità 2013, 125mila euro, e dei tributi Tari del 2014 e 2015, anch’essi da 125mila euro ciascuno.
Per ora il Comune ha però ottenuto solo quelli di Tarsu e Imu relativi agli anni 2008 e 2009.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

