Santa Croce, scontro sul caso rifiuti
Il Comune sull’intimazione della società di Colella: «Nulla di deciso»
CANISTRO. La Società Santa Croce ha intimato al Comune di Canistro di annullare, entro 30 giorni, le cartelle esattoriali dei tributi sui rifiuti (Tarsu, Tares e Tari) che l’autorità giudiziaria ha già giudicato non dovuti. Ma il Comune non ci sta e tramite il suo legale spiega che non ci sono al riguardo sentenze definitive. «Per quanto concerne la Tarsu del 2007 e del 2008», afferma Armando Di Pietro, legale del Comune, «la Cassazione, con due sentenze, ha dato definitivamente ragione al Comune di Canistro, affermando che sia nel caso di Tia che di Tarsu incombe all’impresa contribuente l’onere di fornire all’amministrazione comunale i dati relativi alla documentazione delle imprese specializzale incaricate di provvedere allo smaltimento dei rifiuti. Tale prova, in base alle risultanze emerse, non è stata fornita dalla società. Per la Tarsu 2012, si è pronunciata la Commissione tributaria provinciale e a breve notificherò a Santa Croce un ricorso in Appello davanti alla Commissione tributaria regionale, in virtù della delibera di giunta comunale del 10 gennaio 2019. Quanto alla Tares 2013, e alla Tari 2014 e 2015, su cui è intervenuta la Commissione tributaria provinciale con le sentenze 77 e 78 del 2018, ho già provveduto a incardinare i relativi giudizi di appello. Ciò significa che ad oggi, se si prendono in considerazione i processi in cui il Comune è difeso dal mio studio legale, non c’è alcuna sentenza definitiva in favore di Santa Croce. Esistono, invece, le sentenze della Suprema Corte favorevoli al Comune di Canistro, a cui dovranno uniformarsi le commissioni tributarie di primo e secondo grado». (p.g.)

