Santa Croce, si può tornare a imbottigliare
CANISTRO. Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha ordinato la riapertura delle linee di imbottigliamento nello stabilimento di Canistro di proprietà della società Santa Croce, con l’annullamento del...
CANISTRO. Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha ordinato la riapertura delle linee di imbottigliamento nello stabilimento di Canistro di proprietà della società Santa Croce, con l’annullamento del decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Avezzano su richiesta della Procura che indaga su una presunta miscelazione di acqua minerale delle due sorgenti, Fiuggino e Sant’Antonio Sponga. Permane invece il sequestro preventivo, operato dalla Finanza, di alcuni lotti di bottiglie di vetro di acqua minerale del marchio Santa Croce con etichetta Fiuggino, della quale la società è concessionaria, a differenza di quanto accade con la Sant’Antonio Sponga, la cui revoca da parte della Regione Abruzzo è stata impugnata dal sodalizio del patron Camillo Colella che ha in atto un contenzioso nei confronti dell’ente regionale: in tal senso, il legale della Santa Croce, Roberto Fasciani, del Foro di Avezzano, sta vagliando il ricorso in Cassazione.
«Abbiamo fatto chiarezza su questa parte e la faremo anche sulla parte del sequestro delle bottiglie», spiega l’avvocato Fasciani, «è un tassello importante a favore dell’azienda anche perché, come da subito c’era sembrato, la misura cautelare risultava eccessiva e immotivata rispetto alle emergenze investigative e alle finalità preventive. In riferimento alle bottiglie, stiamo valutando se ricorrere in Cassazione essendo peraltro fortemente discutibili i risultati delle analisi sui lotti in questione disposte dal pm ed effettuate dal consulente, sulle quali dovremo svolgere accertamenti tecnici più approfonditi che l’azienda non ha potuto svolgere nei ristretti tempi dell’udienza di Riesame».

