Santa Maria di Roio, due velocità per la chiesa e la casa canonica

11 Agosto 2021

Si ripete l’irrisolta questione degli edifici ecclesiastici. Entro un anno può aprire il cantiere privato Ma i restauri del luogo sacro dovranno attendere ancora per i tempi lunghi della burocrazia

L’AQUILA. Sull’albo pretorio del Comune è stato pubblicato il 73° elenco dei buoni contributo per la ricostruzione privata con due allegati. Valore complessivo oltre 10 milioni, di cui poco più di 4 per un aggregato del centro storico. SANTA MARIA DI ROIO. Ma oltre al tradizionale elenco è stato reso noto anche l’avviso con la comunicazione, fra l’altro, del contributo massimo concedibile a una ventina di pratiche con la richiesta del progetto parte seconda, la cosiddetta Sp2. Spulciando fra le pratiche si scopre che in tempi “ragionevoli” potrebbero partire i lavori dell’aggregato “Parrocchia Santa Maria di Roio e casa canonica” – in pieno centro storico – per il quale sono “pronti” 1.300.000 euro. Ma anche in questo caso si sta riproponendo una vecchia questione che al di là della retorica cittadina della “luminosa” ricostruzione (solo quella privata, però) rischia di lasciare incompiuti, per decenni, pezzi di città storica. Infatti nel 2014, quando fu avviato l’iter, nell’aggregato era ricompresa anche la chiesa di Santa Maria di Roio tanto che la richiesta di contributo ammontava a oltre 3 milioni. Nel 2015 è cambiata la legge per cui le canoniche sono rimaste nel “privato” e gli edifici di culto sono passati di competenza “pubblica”. Nel caso di Santa Maria di Roio tra un anno o poco più potrebbe aprire il cantiere per rifare la canonica (che tra l’altro confina per due lati con l’edificio sacro, dalla cartina sembra quasi un “abbraccio”) mentre per la chiesa i tempi saranno biblici (senza tener conto delle problematiche che nasceranno sulle cosiddette parti comuni). Infatti, da quello che si legge sui siti ufficiali, Santa Maria di Roio è stata oggetto di un primo intervento di messa in sicurezza (è stato sistemato il tetto sull’abside per evitare danni ulteriori), ma il resto è “in programmazione”. A fianco alla chiesa tornerà anche il circolo bocciofilo gestito in passato dalle Acli e che in un primo momento doveva essere raso al suolo e non rifatto. Al suo posto doveva nascere uno spazio verde. Poi il buonsenso ha prevalso e la struttura attuale sarà abbattuta e ricostruita. Potrebbe quindi rinascere presto una sorta di “isola” con al centro il “buco nero” della chiesa e di casi come questo in città ce ne sono diversi, per non parlare di chiese già consolidate dal punto di vista strutturale ma che attendono il completamento (vedasi Roio, San Gregorio e Monticchio).
L’ELENCO. Tornando al 73° elenco nell’allegato 2 (pratiche prive di titolo edilizio) c’è un contributo di oltre 4 milioni per un grosso aggregato tra via Minicuccio d’Ugolino, via Rustici, via degli Albanesi, dietro la chiesa di San Pietro. Oltre un milione e mezzo andrà a un gruppo di edifici tra piazza della Lauretana e via Arco Pizzoli, un milione e mezzo per un aggregato di Coppito tra Piazza Rustici , via Castello e vico Primo. Ci sono contributi per Paganica, Santa Rufina di Roio e Pozza di Preturo. Nell’allegato 2 molte rettifiche (in aumento) tra aggregati del centro e frazioni.
ARISCHIA. Con ordinanza sono state ridisegnate (e ridotte) le zone rosse ad Arischia, dopo i sopralluoghi per la verifica degli interventi di cantierizzazione o messa in sicurezza realizzati ed è stata constatata l’eliminazione dei pericoli per l’incolumità pubblica.