Santa Maria in Panthanis: via al progetto di restauro

5 Novembre 2023

MONTEREALE. Continua a dare frutti concreti la convenzione tra gli uffici speciali (Usra e Usrc che nominano i responsabili dei procedimenti, i Rup) e il Segretariato regionale del ministero della...

MONTEREALE. Continua a dare frutti concreti la convenzione tra gli uffici speciali (Usra e Usrc che nominano i responsabili dei procedimenti, i Rup) e il Segretariato regionale del ministero della Cultura sul fronte della ricostruzione delle chiese nell’Aquilano. Pochi giorni fa è stata affidata alla società “Tecno Art srl” la progettazione di fattibilità tecnico economica per «la realizzazione di opere di riparazione, consolidamento e restauro della chiesa di Santa Maria in Panthanis a Montereale». In questo caso l’Usrc aveva nominato come Rup l’ingegner Emanuela Ferrini. La progettazione è stata finanziata da una delibera del Cipess del 2021. A ottobre l’Usrc aveva approvato il documento di indirizzo alla progettazione redatto dal Rup e approvato dal Segretariato regionale.
I DANNI DEL TERREMOTO
«La navata centrale» si legge nel documento del Rup «presenta lesioni sugli archi a tutto sesto. Le navate laterali coperte con volte a crociera risultano fortemente danneggiate, presentando lesioni diffuse e distacchi di intonaco su alcune porzioni. Il tamburo presenta un danneggiamento che si protrae verso la cupola. In generale nelle murature sono presenti lesioni diffuse di livello medio grave. Si rileva la presenza di diversi affreschi in buono stato di conservazione ma si ravvisano altresì infiltrazioni d’acqua provenienti dalle coperture. Il corpo sagrestia-canonica, presenta ambienti al pian terreno della sagrestia con volte a botte che mostrano lesioni e distacchi volta-parete».
COME INTERVENIRE
Nel documento si sottolinea che «l’intervento si propone di intervenire al fine di restaurare e valorizzare il monumento per poterne ridare piena disponibilità alla comunità come luogo di culto e aggregazione. Gli interventi dovranno essere volti alla restituzione dell’integrità fisica e della leggibilità dell’impianto ecclesiastico, nel pieno rispetto del suo valore storico-artistico e dei principi posti a fondamento delle più recenti teorie del restauro critico-conservativo (riconoscibilità, reversibilità, compatibilità, minimo intervento e interdisciplinarità). Le priorità dovranno, anzitutto, essere indirizzate a lavori di miglioramento sismico considerato lo stato attuale del bene culturale. Tale priorità è di tipo strutturale con interventi di riparazione e miglioramento sismico che, a ogni modo, deve essere teso alla risposta scatolare dell’involucro e al consolidamento delle strutture di sostegno delle coperture e degli aggettanti, come è ad esempio la vela campanaria. I lavori non dovranno comportare modifiche tali da trasformare il bene culturale salvo ciò che è ritenuto indispensabile al fine di migliorare le capacità resistenti della chiesa».
LA STORIA
L’abbazia della Madonna in Panthanis fu costruita tra l’XI e la prima metà del XII secolo, ristrutturata nel Seicento e nel Settecento. È a tre navate con transetto e abside quadrangolare. Le navate sono divise da colonne a base quadrata che sostengono tre archi a tutto sesto. L’aula è illuminata da finestre quadrate poste ai lati della navata centrale. Una grossa balaustra è posta trasversalmente alla prima campata della navata centrale. Altari laterali e altare maggiore di epoca seicentesca con pregevoli tele d'altare sette-ottocentesche adornano l’edificio sacro.