Santa Teresa, due ditte al lavoro per accelerare l’avvio del cantiere

13 Febbraio 2022

Una si occuperà della pulizia del cortile, l’altra dell’eventuale presenza di ordigni bellici inesplosi Le operazioni propedeutiche al recupero dell’immobile per il quale sono pronti da anni 10 milioni

L’AQUILA. Ripulire il cortile dell’ex convento di Santa Teresa, in via Roma, e verificare se nel sito in cui sorge la struttura sono ancora presenti ordigni bellici inesplosi. Sono le operazioni propedeutiche all’inizio dei lavori di consolidamento e recupero dell’antico edificio che prima del 2009 ha ospitato gli uffici dell’associazione Solisti aquilani e del Teatro stabile d’Abruzzo (Tsa). Precedentemente il complesso aveva assolto a funzioni scolastiche, era stato occupato da reparti dell’esercito e, per periodi alterni, fin dal 1672, dalle congregazioni religiose di Santa Teresa e Sant’Orsola. I lavori dovrebbero essere eseguiti nei prossimi mesi, secondo quanto stabilito da due determine del Comune, e potrebbero rappresentare il punto di svolta per l’antico edificio, per cui sono in cassa dal 2010 circa 10 milioni di euro.
PULIZIA DEL CORTILE
L’intervento di pulizia e sistemazione del cortile si è reso necessario a seguito della richiesta degli abitanti degli edifici vicini, come si spiega nella determina dei giorni scorsi che sottolinea come l’ex convento sia stato «invaso negli anni dalla crescita di vegetazione infestante» e causi perciò «problemi di carattere igienico sanitario agli edifici limitrofi». A occuparsene sarà la ditta Di Marzio Roberto con sede in Foce di Sassa per un importo complessivo di 4.270 euro.
ORDIGNI BELLICI
Il Comune ha inoltre deciso di affidare all’impresa Zivolo cavalier Francesco «il servizio di analisi storica e documentale per la valutazione dei rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri interessati da attività di scavo, per un importo di mille euro». L’intervento rientra nell’Accordo di collaborazione tra il Comune e l’Università dell’Aquila che prevede la redazione «relativamente al proprio patrimonio immobiliare di valore storico di indagini e accertamento della vulnerabilità sismica».
IL LUNGO ITER
I fondi per la ristrutturazione del complesso, circa 10 milioni di euro, sono disponibili dal 2010, ma i lavori non sono mai partiti. Nel dicembre del 2018 la Soprintendenza ha rilasciato l’autorizzazione per la realizzazione delle opere previste nel progetto definitivo. Il 5 febbraio 2020 il progetto è stato inviato al Provveditorato alle Opere pubbliche «ai fini del rilascio del parere del Comitato tecnico amministrativo». Nei mesi scorsi è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento del servizio di verifica del progetto definitivo e poi di quello esecutivo, assegnato a una società di ingegneria esterna. Intanto, si sta provvedendo all’esecuzione delle opere necessarie prima di aprire il cantiere.
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