Santangelo: «Call center, licenziamenti da bloccare»

19 Marzo 2020

L’AQUILA. «Sospendere i 157 licenziamenti e riaprire la trattativa sindacale». La richiesta, per il personale del call center Customer 2 Care, arriva dal vicepresidente vicario della Regione Roberto...

L’AQUILA. «Sospendere i 157 licenziamenti e riaprire la trattativa sindacale». La richiesta, per il personale del call center Customer 2 Care, arriva dal vicepresidente vicario della Regione Roberto Santangelo, che si appella alle misure del decreto Cura Italia. Intanto l’Ugl denuncia il mancato pagamento di due stipendi ai vigilantes di Sicuraquila, mentre un gruppo di dipendenti del Parco Gran Sasso-Laga si dissocia dalla lettera sul telelavoro inviata al prefetto da alcuni colleghi.
CUSTOMER 2 CARE. «Tra le misure contenute nel decreto Cura Italia», spiega Santangelo, «c’è quella che prevede la sospensione per 60 giorni dell’avvio delle procedure di impugnazione dei licenziamenti e per quelle avviate dopo il 23 febbraio 2020. Questo rappresenta una boccata di ossigeno per molti lavoratori che si trovano in questa situazione. Penso ai 157 lavoratori aquilani impegnati nella commessa Wind3 che si sono visti recapitare nei giorni scorsi le lettere di licenziamento a decorrere dal 10 marzo, quindi una data successiva a quella presa in considerazione dal decreto. Pertanto chiediamo l’immediata riassunzione di tutti i lavoratori e in questo arco temporale di 60 giorni, nel quale sono sospesi i licenziamenti e anche le procedure di mobilità, dobbiamo cercare di riaprire un tavolo di trattativa con le due aziende, Contact Center Sud e Customer 2 Care».
SICURAQUILA. «Siamo preoccupati per la sorte dei dipendenti di Sicuraquila», dice il segretario Ugl Fabio Urbini, «che ormai da due mesi non percepiscono stipendi. Sembrerebbe che i dirigenti abbiano costituito una nuova società, dividendo così il settore armato da quello fiduciario. I lavoratori, che in maggior parte operano sul tribunale dell’Aquila, non possono agire direttamente sul cliente, visto che per quelle che sembrerebbero problematiche societarie l’Agenzia delle Entrate ha bloccato i pagamenti evitando cosi che il committente (tribunale) potesse pagare direttamente i dipendenti. Chiediamo un immediato intervento degli organi preposti».
PARCO GRAN SASSO. «Ci dissociamo», scrivono alcuni dipendenti del Parco, «dall’esposto presentato al prefetto in merito ai contenuti della circolare sull’applicazione dello smart working, emanata dalla direzione dell’ente in applicazione del decreto dell’11 marzo 2020. L’organo di vertice dell’ente ha disposto l’applicazione del lavoro agile secondo quanto previsto, definendo le attività indifferibili in presenza e dando priorità allo svolgimento della prestazione lavorativa in smart working a coloro che si trovano nelle tre fattispecie previste dalla direttiva. Naturalmente, tutto può essere migliorato e integrato e confidiamo che la direzione possa operare per permettere a tutti, in considerazione dell’emergenza data dalla pandemia, di usufruire del lavoro agile». (r.s.)