Santuario dell’Oriente, rifiuti e degrado lungo la strada

23 Gennaio 2015

TAGLIACOZZO. Quando l’inciviltà dei passanti si sposa con l’indifferenza delle istituzioni, il decoro, che si addice a un’infrastruttura importante, cede il passo a un vergognoso degrado. A farne le...

TAGLIACOZZO. Quando l’inciviltà dei passanti si sposa con l’indifferenza delle istituzioni, il decoro, che si addice a un’infrastruttura importante, cede il passo a un vergognoso degrado. A farne le spese, in questo caso, è la strada che porta al santuario dell’Oriente. Una strada percorsa ogni giorno da migliaia di fedeli che, data la non eccessiva distanza da Tagliacozzo, vanno a piedi al santuario per la messa. Ma anche da persone che vogliono farsi una passeggiata. Il santuario è altresì meta continua di pellegrini, provenienti da tutto l’Abruzzo. Inoltre, ogni anno, lungo tale via, si svolge la processione. Dunque, che cosa aspettano Comune e Provincia a ridare a questa strada il decoro che merita? Se gli arbusti e i rovi, non tagliati, invadono la carreggiata; se alcuni lampioni, abbattuti, giaccioni per terra; se i lavori per il nuovo impianto di illuminazione pubblica sono bloccati; se la strada è sconnessa e piena di buche; se i fontanili e le edicole votive, raffiguranti immagini dei Misteri del Rosario, sono nel più totale abbandono, di chi è la colpa, se non degli amministratori? Ma al degrado concorre anche la mancanza di senso civico. I rifiuti disseminati lungo tutto il tragitto e che offrono al passante uno spettacolo indecoroso, sono opera di persone che ignorano le norme della convivenza civile. Come reagirebbero, queste persone, se qualcuno andasse a buttare l’immondizia nel loro giardino? Ma, anche per questo spettacolo la pubblica amministrazione non può ritenersi esente da responsabilità. Se ci fossero controlli più severi e fioccassero le multe, la musica cambierebbe. E il biglietto da visita di Tagliacozzo sarebbe quello di una città che va fiera della sua storia e del suo prestigio.

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