Santuario di Roio, attesa per la riapertura

18 Ottobre 2017

Svelati gli interventi di restauro, ma mancano alcuni lavori. Delegazione in visita dalla Liguria

L’AQUILA. La più emozionata è senza dubbio nonna Lucia, 90 anni, che, accompagnata dalla figlia, si fa le foto davanti all’altare. Era dal lontano 2009 che la donna non entrava nel Santuario di Santa Maria della Croce a Roio.
L’occasione di tornare a riappropriarsi della propria memoria collettiva gli abitanti di Roio l’hanno avuta in occasione della visita della delegazione della Liguria arrivata per controllare lo stato dei lavori di ristrutturazione post-sisma. Il cantiere di restauro aveva preso il via nell’aprile 2014 proprio grazie a una donazione della Regione Liguria che, all’indomani del sisma, aveva messo a disposizione 1,5 milioni per il recupero. Manca ancora molto per vedere restituito tutto il bene. La canonica non è rientrata nel finanziamento e, di fatto, la chiesa al centro della piazza di Roio Poggio non sarà utilizzabile e i fedeli dovranno accontentarsi della struttura di legno, costruita alle spalle di quella da restaurare. C’è da completare il restauro degli interni (stucchi, pitture, apparato ligneo e rivestimenti in marmo), ma il lavoro fatto sulle strutture è stato notevole.
A spiegare alla delegazione ligure gli interventi gli architetti responsabili del procedimento e della direzione lavori, Maurizio Galletti e Corrado Marsili, che, insieme alla responsabile degli interventi sull’apparato decorativo Biancamaria Colasacco, hanno illustrato il lavoro compiuto. Il terremoto del 2009 aveva infatti pesantemente danneggiato la facciata, l’aula a croce greca e la torre campanaria a pianta quadrata, con lesioni diffuse sulle murature, distacco della facciata dal corpo di fabbrica e crolli localizzati soprattutto nell’apparato decorativo interno. L’intervento di consolidamento e restauro è stato realizzato con iniezioni con malta di calce su tutte le murature portanti, l’inserimento di tiranti in acciaio, la sostituzione degli architravi danneggiati, il ripristino della continuità muraria, il rinforzo delle volte con fibre di carbonio a doppio strato, nonché la verifica e il consolidamento delle strutture di copertura esistenti.
«Gli abitanti di Roio non tornavano nella loro chiesa dai tempi del sisma», racconta il parroco don Osman Prada. «Mi sono emozionato io, che nella chiesa ero rientrato più volte, figuriamoci loro». (r.p.)
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