Santuario inaugurato, ma mai riaperto

Roio, l’appello della comunità per restituire al culto la chiesa (restauri da completare) almeno nelle cerimonie principali
ROIO. Due anni fa il santuario “Santa Maria della Croce” di Roio Poggio fu “inaugurato” dopo i lavori di restauro. Ma in realtà – e non è il solo caso nel panorama del post-sisma – si trattò di una finta riapertura perché da allora la chiesa è rimasta chiusa e non è stata ancora restituita alla comunità di Roio. Ora arriva l’ennesimo appello da parte dei cittadini che chiedono che l’edificio sacro venga reso fruibile almeno per le cerimonie più importanti. In sostanza si chiede una riapertura parziale in attesa che vengano completati ulteriori lavori che, va detto, non sono di natura strutturale. In sostanza il santuario è sicuro e quindi fruibile. A farsi portavoce della comunità è Anna Fatigati, componente dell’Asbuc, l’amministrazione dei beni di uso civico di Roio.
L’APPELLO. «Il sisma del 2009 ha colpito pesantemente il santuario dedicato a Santa Maria della Croce a Roio Poggio», ricorda Fatigati, «ma grazie alla Regione Liguria, che ha donato un milione e mezzo di euro, è stato possibile procedere al consolidamento e al restauro. Il cantiere è partito nel 2014 e i lavori sono consistiti nella riparazione dei danni strutturali con adeguamento sismico dell’edificio. Inoltre è stato, in parte, restaurato il ricco apparato decorativo sia interno che esterno. Nell’aprile 2017 il santuario è stato aperto per un giorno alla presenza di rappresentanti della Regione Liguria che hanno illustrato i lavori fatti. Nel corso del 2017 e 2018 ci sono state molteplici richieste da parte dell’Asbuc di Roio per il completamento dei lavori», continua Fatigati. «Le richieste sono state rivolte sia alla Diocesi che al Segretariato regionale Mibact facendo presente che, da parte nostra, c’era la volontà di collaborare per il reperimento delle risorse. Abbiamo chiesto incontri e presentato una raccolta di firme, ma non ci è stata data nessuna risposta. Nel maggio e nel luglio del 2018 il comitato feste in onore della Madonna è riuscito a far aprire per due giorni il santuario e in quell’occasione i funzionari della Soprintendenza, la dottoressa Biancamaria Colasacco e l’architetto Corrado Marsili, hanno parlato dei lavori effettuati – che hanno riportato alla luce affreschi e decori nei loro splendidi colori originali rara testimonianza del barocco nella zona aquilana – e hanno inoltre fatto presente quali sono i lavori mancanti per la definitiva riapertura e l’iter burocratico necessario».
COSA MANCA. «Le opere ancora da fare», sottolinea Anna Fatigati, «riguardano il consolidamento dei marmi, al momento messi in sicurezza, il restauro di quattro affreschi e di alcune tele, dell’organo e di un pregiatissimo mobile della sacrestia. Con delibera Cipe 112/2017 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 31 maggio 2018 sono state assegnate al Mibact le risorse per questi lavori, secondo una programmazione, allegata alla delibera, in cui il santuario di Roio viene subito dopo le Anime Sante e il Teatro comunale e prima di Santa Maria ad Cryptas di Fossa. In occasione della festa dedicata alla Madonna che si è svolta il 3 maggio scorso abbiamo organizzato una serata di musica e poesia. In particolare una poesia in vernacolo esprime tutta la nostra amarezza per non poter riavere ancora il santuario quale luogo fondamentale di incontro della popolazione, in particolare quella anziana. Come noto, all’interno era collocata la pregevole statua lignea della Madonna con Bambino che ha una storia in cui fede e tradizione legata alla Transumanza si intrecciano. Senza dimenticare che il santuario ha un forte legame con L’Aquila e gli aquilani», conclude Anna Fatigati. Questo l’inizio della poesia letta in pubblico il 3 maggio: «Madonna me so’dieci anni che non te pozzo vini’ a troa’, so’ dieci anni che non sento scampana’, so’ dieci anni che non pozzo la piazza attraversa’ e alla chiesa nostra pote’ entra’».
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