Sarà l’albero dell’accoglienza a ricordare la giovane Fabrizia

In tanti all’inaugurazione del monumento davanti al liceo Vico, la scuola che aveva frequentato La mamma Giovanna: «Nessun atto di barbarie spegnerà mai lo splendore di un’anima eccelsa»
SULMONA. Due mani che sostengono un mondo con una profonda spaccatura tenuta insieme da un filo. Un mondo come un pallone di cuoio, di quelli che si usavano tanti anni fa ai tempi di Sivori e Piola, preso a calci per tanto tempo e che qualcuno ha tentato di ricucire.
È l’albero dell’accoglienza, il monumento realizzato dallo scultore Alessandro Caetani, inaugurato ieri mattina davanti al liceo Vico, la scuola che aveva frequentato fino al diploma Fabrizia Di Lorenzo, la giovane sulmonese uccisa il 19 dicembre di cinque anni fa nell’attentato terroristico ai mercatini di Berlino. Nella città che aveva scelto sognando una vita multiculturale. Ed è stato proprio nell’atrio della scuola, dove Fabrizia aveva iniziato a formarsi che ieri mattina si sono incrociati pensieri e ricordi di chi le ha voluto bene ma anche di ministri e ambasciatori, funzionari scolastici, associazioni e degli ultimi due sindaci della città. Tra gli intervenuti anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in videocollegamento dalla Farnesina. «Fabrizia è stata una cittadina italiana ed europea che ha portato avanti i suoi progetti, con impegno, passione e generosità», ha ricordato il ministro, «la tragedia di Berlino, frutto di violenza folle e vigliacca, ci esorta a continuare nella lotta al terrorismo».
Ma a segnare i visi e gli occhi dei presenti è stata la madre di Fabrizia, Giovanna Frattaroli.
«Per me e per la mia famiglia, come potete immaginare, sono momenti difficili, ma vederci qui insieme, per ricordare e non per commemorare Fabrizia, ci rafforza, ci dà tanta forza ma soprattutto speranza. La speranza che si possa credere in un futuro migliore, grazie ai giovani, agli studenti e a chi ogni giorno s’impegna per rendere la società migliore, più giusta».
«La giornata di oggi rappresenta il culmine di un percorso vissuto insieme a tante persone speciali», ha proseguito Giovanna Frattaroli, «e anche l’inaugurazione del monumento, chiamato l’albero dell’accoglienza, ha un significato per me, per noi, molto profondo. Nessun atto di insensata barbarie spegnerà mai lo splendore di un’anima eccelsa come quella di mia figlia Fabrizia».
Una lunga lista di interventi, sia da da remoto che in presenza ha caratterizzato la cerimonia: David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, l’ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, l'ex sindaco di Sulmona Annamaria Casini, sempre molto vicina alla famiglia di Fabrizia si dai momenti in cui in città è arrivata la notizia della tragedia.
E poi Giovanni Legnini. «Da oggi una scultura che richiama all’accoglienza e alla solidarietà ricorderà Fabrizia davanti al suo liceo», ha detto Legnini. «E sarà d’ispirazione alle nuove generazioni per sostenere i valori della cittadinanza europea in cui lei ha sempre creduto». E ancora, la preside Caterina Fantauzzi, il vescovo Michele Fusco, e il presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri.
«Fabrizia», ha detto il sindaco Gianfranco Di Piero, «è stata vittima di una fede feroce, del fanatismo, dell’intolleranza, che purtroppo minano la libertà e la serenità della comunità mondiale. E la migliore risposta che si poteva dare a questo, è combattere la violenza, contrapponendo ad essa la forza delle idee, della cultura. Dobbiamo farci tutti noi, istituzioni pubbliche e scolastiche, comunità di cittadini e associazioni culturali, portatori delle esigenze di esprimere sempre con maggiore forza i valori della cultura. Perché solo così», ha concluso Di Piero, «si riesce a combattere le grandi contraddizioni dell’epoca contemporanea».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

