Sarritzu: «Evitiamo cali di concentrazione»

L’Aquila, l’esterno rossoblù presenta la sfida di domani allo Spoltore: servirà un calcio tecnico e veloce
L’AQUILA. Con l’unica defezione di Boubacar Diarra, che continua a lavorare a parte per un problema all’adduttore, la prima della classe, L’Aquila, domani sarà di scena al Caprarese di Spoltore per l’ottava giornata di ritorno del campionato di Eccellenza abruzzese.
Saranno 80 i biglietti a disposizione per il tifosi rossoblù, acquistabili esclusivamente in prevendita, al prezzo di 10 euro (Bar Racing & Tutti e Qui da Stefy). Forte del vantaggio di sei punti dalla seconda Giulianova, e a otto punti dalla terza, Renato Curi Angolana, L’Aquila continua il lavoro in vista dello Spoltore. Un avversario alla ricerca di punti per la salvezza, da non sottovalutare, come sottolineato da Stefano Sarritzu.
«Incontreremo un avversario di tutto rispetto che gioca con un atteggiamento più irruento e concentrato perché si deve salvare», spiega l’esterno rossoblù, «non ci dobbiamo adagiare sul vantaggio che abbiamo, ma continuare a vincere. Troveremo un campo più piccolo in lunghezza e larghezza rispetto al nostro quindi dovremo essere più bravi nel palleggio e sulle catene tra reparti. Il nostro calcio dovrà essere più tecnico e veloce». Come sostenuto dall’ala classe ’92 le gare e il giusto approccio si costruiscono già dalla ripresa degli allenamenti a inizio settimana. «Il mister Epifani si è detto molto contento del lavoro svolto sia negli allenamenti che in gara. Siamo stati bravi a ripeterci col Sulmona, partendo aggressivi e concentrati dal primo minuto», dice Sarritzu, «la determinazione portata in campo la domenica è frutto del risultato di un atteggiamento che si ha in settimana. Studiamo gli avversari in ogni minimo dettaglio, grazie all’intero staff tecnico. C’è un’organizzazione che parte dall’alto e che ci permette di esprimerci al meglio».
Con l’arrivo a dicembre di Andrea Massetti, Sarritzu riesce a fornire un importante apporto posizionato anche a sinistra, contribuendo ad agevolare la propensione offensiva della prima punta Henri Shiba. «Ci si adatta alle situazioni per il bene della squadra», spiega, «c’è molto altruismo e siamo uniti. Ho meno possibilità di fare gol, ma più occasioni per farli fare al compagno. L’importante è segnare e vincere».
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