Sassa, Ferrovie nel mirino

8 Maggio 2018

I residenti: «Un errore chiudere il passaggio a livello»

L’AQUILA. «La chiusura del passaggio a livello a Sassa Scalo è stato un progetto calato dall’alto, senza una discussione costruttiva con gli abitanti». Lo scrive Maria Scarsella, abitante di Pagliare di Sassa che contesta fortemente la scelta delle Ferrovie condivisa dagli enti locali «ma non dalla popolazione». «A Sassa Scalo», sottolinea Scarsella, «è stato chiuso uno storico passaggio a livello per realizzare un’inutile metropolitana di superficie. In primo luogo la conformazione del territorio – con borghi sparsi e mal collegati tra loro – non consentirà l’utilizzo della metro in modo soddisfacente. Gli amministratori avrebbero dovuto vietare la realizzazione di un progetto dannoso per la comunità e trovare soluzioni solo per mettere in sicurezza il passaggio a livello di Sassa Scalo. Anche la modernizzazione di una rete ferroviaria deve tener conto della storia del territorio e delle esigenze delle sue genti. Prima di tutto si dialoga: questa deve essere la grande rivoluzione del nostro tempo. Il proponente, quindi, non può circoscrivere d’autorità la libertà di un individuo né può negare il raggiungimento di un luogo abituale alle persone anziane prive di mezzi. Nonostante le tante proteste e ricorsi l’ideatore del progetto ha portato a termine il suo proposito». «Ma è stato un successo», aggiunge, «o, al contrario un completo fallimento? Infatti, la nuova strada che collega Sassa Scalo a Cerella di Sassa in alcuni punti è già al collasso, soprattutto dopo le abbondanti piogge. Non ci sono nemmeno piste per il transito dei pedoni e delle biciclette. C’è ancora da osservare che il traffico veicolare in prossimità del bivio di Pagliare di Sassa, dopo la chiusura dello storico passaggio a livello, è aumentato a dismisura. Molti automobilisti preferiscono transitare per la pericolosissima strada provinciale anziché avventurarsi in tragitti lunghissimi che avviliscono e umiliano in modo prorompente. Quantomeno bisognava prevedere l’affollamento veicolare e predisporre una rotonda o un semaforo in quel quadrivio. Ed è il caso di parlare della strettoia di Sassa, pericolosa e nota, ma disconosciuta da tutti gli amministratori? Gli abitanti, poi, s’interrogano: perché il progetto non ha toccato tutti i punti del tragitto ferroviario escludendo Ponte Peschio, passaggio a livello successivo a quello di Sassa Scalo? Perché spendere milioni in progetti inutili, come la metro di superficie, data la conformazione del territorio? Tutti quei milioni non potevano essere utilizzati per iniziare a modernizzare in modo serio la nostra linea ferroviaria?». Un ultimo appello: «Trovare una soluzione e per farlo non dobbiamo ricorrere alle leggi dello Stato, ma possiamo affidarci anche alla legge naturale per risolvere le controversie in tempi brevi». (g.p.)
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