Sbarrato l’ingresso del Palazzo di giustizia

Al via lavori di messa in sicurezza del prospetto frontale dell’edificio che finiranno il 2 luglio
L’AQUILA. Colti di sorpresa gli abituali frequentatori del Palazzo di giustizia, compresi i dipendenti, per il fatto che il 2 maggio hanno trovato sbarrato il consueto e unico ingresso. Non ci sono altri passaggi, visto che per motivi di ordine pubblico, l’ingresso deve essere presidiato da guardie giurate.
Infatti sono stati previsti dei lavori di vera e propria messa in sicurezza del prospetto frontale del Palazzo di giustizia. Questo dopo che, in occasione degli eventi tellurici del 2017, ci fu la caduta di un piccolo arredo. Niente di allarmante, ma visto che da quelle parti ci passa tanta gente si è ritenuto opportuno avviare i lavori. Che sono poco costosi, visto che la somma prevista sfiora i 33 mila euro, ma andranno avanti a lungo, visto che la fine di essi è prevista per il 2 luglio.
Si tratta di lavori commissionati dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. L’impresa esecutrice è la ditta Costruzioni Iannini. Progettista e direttore dei lavori è l’ingegnere Giorgio Tonelli, mentre il direttore del cantiere è il geometra Federico Aquilini. I lavori, inevitabilmente, si svolgono sotto l’egida del Comune che è proprietario del palazzo. Il responsabile dei lavori è l’ingegnere Gennaro Di Maio, il capo cantiere è Loreto Di Virgilio.
Questi lavori, peraltro inevitabili, allungano di oltre cento metri il percorso per entrare negli uffici giudiziari e lo rendono anche più disagevole, soprattutto per gli anziani e disabili, visto che occorre salire una rampa di scale di ferro.
Tutto ciò a fronte dei problemi di parcheggio ormai ben noti visto che, nonostante i proclami, gli spazi per posteggiare le auto sono davvero limitati rispetto alle esigenze e non ci sono stati dei correttivi. Il problema è che accanto agli uffici giudiziari ci sono quelli comunali, per cui è inevitabile che l’area, pur grande, sia del tutto inadeguata al fabbisogno, eccetto il sabato.
Restano insoluti altri due problemi. Quello dell’apertura di un bar interno che era stato caldeggiato pubblicamente anche, e non solo, dalla presidente della Corte d’Appello Fabrizia Francabandera in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Non si ha notizia, infine, del ritorno degli ufficiali giudiziari nel palazzo di via XX Settembre.(g.g.)
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