Sbic: ecco come si può salvare il Pacifico

12 Maggio 2019

Per la sala monoschermo del cinema il 31 maggio sarà l’ultimo giorno. Le proposte di Balassone

SULMONA. Il cinema Pacifico va sostenuto con fondi comunali, coinvolgendo le associazioni culturali e gli imprenditori locali. Questa la ricetta di Sbic, per la gestione dell’unica sala cinematografica della città, che chiuderà i battenti per l’ennesima volta e fine mese.
Dopo la fine dell’affidamento alla pugliese Virdiana, che non intende proseguire nell’avventura, la sala sarà condannata ad un nuovo the end il 31 maggio. Da qui la proposta di Sbic, in verità già presentata sotto forma di emendamento al bilancio, bocciato dalla maggioranza. «Il Pacifico non regge il confronto con il mercato», spiega Maurizio Balassone, consigliere comunale di Sbic, «infatti le sale monoschermo costituiscono un fallimento sul piano strettamente economico persino nelle realtà metropolitane; la città, nella gestione del cinema, ha bisogno di essere coinvolta nelle sue varie articolazioni: associazioni culturali, istituzioni scolastiche, realtà imprenditoriali».
Da qui la proposta di un avviso pubblico, che tenga conto della previsione di un periodo di gestione congruo, tale da permettere al nuovo gestore di porre in essere investimenti; della necessità di un sostegno economico pubblico, per la copertura parziale delle spese di gestione; dell’indispensabile fattivo coinvolgimento delle associazioni culturali, delle scuole e degli imprenditori locali. «Il Pacifico è un simbolo che contribuisce a stimolare il senso della comunità», aggiunge Balassone. «Infatti, spesso sentiamo dire con tono deluso “Sulmona non ha più neanche il cinema”. Ciò significa che è sentita dalla città l’esigenza di un punto di riferimento socio-culturale. Sulmona ha bisogno del suo cinema e il cinema ha bisogno della città. Crediamo che i cittadini debbano poter contare su un luogo di aggregazione che favorisca sia la tessitura di relazioni tra persone di tutte le età, dagli studenti agli anziani, sia l’accesso alla vita culturale e sociale».
Era stato riacceso il 20 settembre 2018 il proiettore del cinema, dopo un intervallo cominciato l’1 giugno dello scorso anno, per l’avvicendamento tra le due società Virdiana Srl e Thalia Srl, che si erano passate il testimone della gestione. La sala non è riuscita a recuperare il calo di presenze e la sofferenza legata alle prime visioni della vicina multisala Igioland, a Corfinio. Non sono bastati nemmeno i tentativi di coinvolgere associazioni e proseguire nel progetto mai concretizzato dell’apericinema.
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