Scabbia, contagiati sei detenuti e due agenti

10 Ottobre 2023

Allarme nel carcere di Sulmona. E i sindacati accusano: «Noi inascoltati, servono più controlli medici»

SULMONA. Sei casi tra i detenuti e due tra gli agenti penitenziari. Nel carcere di Sulmona scatta l’allarme scabbia. «Sembrerebbe essersi materializzati i primi caso di scabbia, anche tra i poliziotti in servizio al carcere di Sulmona. Purtroppo i timori delle organizzazioni sindacali hanno trovato conferma». A renderlo noto i sindacati di categoria rappresentativi della stragrande maggioranza dei baschi blu in servizio nella struttura carceraria di Sulmona. Al momento sarebbero due i poliziotti contagiati dalla scabbia. «Se la situazione verrà confermata (ma ormai i dubbi sembrano azzerati dall’esito dei primi accertamenti eseguiti), ci troveremmo di fronte a un caso grave e di dubbia gestione amministrativa. Per quello che sta accadendo in questi giorni alla struttura carceraria di Sulmona ci sentiamo di poter affermare che tanto tuonò che piovve», affermano Vittorio Pace del Sinappe, Tiziana Sciarra dell’Osapp, Gaetano Consolati della Uil, Giuseppe Mazzagatta dell’Uspp e Davide Tabolitzki della Cgil, riprendendo quanto scritto nella nota inviata alla direzione carceraria e per conoscenza anche al provveditore regionale e alle segreterie regionali.
«Nel contestare i metodi sinora adottati per dare una risposta risolutiva alla questione abbiamo chiesto, fermo restando la necessità di effettuare una adeguata profilassi generale, che tutti coloro i quali faranno richiesta della visita medica vengano messi nelle condizioni di effettuarla a spese dell’amministrazione», aggiungono i sindacalisti nella nota. «Considerate le nostre denunce, si chiede il motivo per cui non sia stata attivata ad esempio la visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori, la cui periodicità, qualora non prevista dalla relativa norma, viene stabilita di norma in una volta l’anno seppur sia evidente che la stessa periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. Così come l’organo di vigilanza con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente. Ci si chiede a tal proposito, proprio per fugare tutti i dubbi e per dare un valido significato alla parola prevenzione, il motivo per cui non sia stata intrapresa questa strada», concludono i rappresentanti sindacali.
Anche il garante dei detenuti d’Abruzzo Gianmarco Cifaldi è intervenuto sulla vicenda chiedendo all’amministrazione penitenziaria immediati provvedimenti affinché la scabbia venga circoscritta il più presto possibile. (c.l.)
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