«Scalinata al posto di una strada»

19 Settembre 2019

La protesta di Perrotti e Prosperococco: barriere contro i disabili

CASTEL DEL MONTE. «È davvero sconcertante il caso di Castel del Monte, dove le barriere architettoniche anziché eliminarle (come in tutto il mondo si cerca di fare), si pensa di metterne di nuove».
È quanto affermano in una nota Adriano Perrotti, rappresentante Sidima Abruzzo, e Massimo Prosperococco, presidente Coordinamento associazioni disabili L’Aquila.
«È stata demolita una strada per sostituirla con due scalinate. Una di queste, avente una pendenza di oltre il 43%, era l’unica via di accesso a un piccolo quartiere, La Targhetta, di nove abitazioni», sostengono Perrotti e Prosperococco.
«La maggior parte degli abitanti del quartiere è costituita da persone anziane, due delle quali sono disabili gravi, con importanti disagi nella deambulazione. Questa scalinata è esposta a Nord e sarà ancora più pericolosa durante l’inverno, per la neve e il ghiaccio, poiché il paese è a un’altitudine di 1.350 metri slm. Resta il fatto», aggiungono, «che contro ogni logica di buonsenso e delle leggi vigenti in materia di accessibilità degli spazi pubblici, è stata demolita l’unica strada di accesso a un quartiere chiuso, per realizzare due pericolose gradonate. Proprio in questi giorni il ministero degli Interni continua a erogare denaro all’Aquila e provincia per l’eliminazione delle barriere architettoniche. La giustificazione dei lavori, voluti dal sindaco, è quella di voler recuperare una strada “pseudo-storica” del ventennio fascista, quando l’effettiva strada storica è quella demolita, che è sempre esistita dalla nascita del paese, come da documentazione fotografica. La soluzione di utilizzare un trattore, per consentire l’accesso, proposta dal sindaco, è alquanto bizzarra e non può assolutamente essere condivisa, sia perché lede la dignità delle persone, sia perché le discrimina, e sia perché inattuabile, soprattutto nei gelidi inverni del paese montano, neve e ghiaccio sono quasi sempre presenti in inverno. Inoltre», proseguono Perrotti e Prosperococco, «tale soluzione collide con i princìpi dell’Accessibilità Universale. Valorizzazione e accessibilità dei beni culturali possono e devono convivere in una società che ambisce a definirsi moderna e che punta a fare del nostro patrimonio storico-artistico un elemento di identità nazionale e il volàno di uno sviluppo sostenibile».