Scambiata per islamica e insultata
Era velata soltanto per motivi di salute: non può prendere il sole
L’AQUILA. «Mai avrei pensato che, in un Paese libero come l’Italia, una donna potesse essere insultata solo perché vuole passeggiare velata da capo a piedi. Nella fattispecie, la donna velata ero io». Aquilana, antiquaria, Anna Pacifica Colasacco prima è sopravvissuta al terremoto del 2009 poi ha dovuto affrontare una malattia che l’ha costretta a subire un trapianto di midollo osseo. E ha raccontato al Corriere della sera la sua esperienza.
Dopo un trapianto, domenica, era sulla Costa dei Trabocchi, nel Chietino, per una breve vacanza al mare. «Per via del trapianto sto seguendo una terapia che mi azzera la risposta immunitaria, quindi devo portare una mascherina sul viso e per un anno non posso stare al sole, perché ho la pelle troppo vulnerabile», spiega. «Però quando vai in giro con la mascherina tutti ti guardano, capiscono che sei malata e per loro sei diversa. Non ne avevo voglia. Allora ho deciso di provare in un altro modo». Si è calata fino al viso il turbante che porta da dopo la chemioterapia, si è messa una gonna che le arrivava alle caviglie e una maglia con le maniche lunghe, poi è uscita insieme a suo marito e ai loro due cani per una passeggiata sul lungomare.
«Non c’era moltissima gente», ha detto, «ma tutti quelli che abbiamo incontrato hanno avuto una reazione ostile», racconta. «Gli uomini mi guardavano con disapprovazione, le donne sono state più aggressive. Immancabilmente mi hanno detto qualcosa». E hanno dato per scontato che fosse un’immigrata musulmana, coperta da capo a piedi per motivi religiosi: «Ma tu guarda che devi vedere», mi dicevano. Oppure: «Se vieni qua devi comportarti come noi». «Io non ho risposto niente», continua, «ma mio marito a un certo punto si è alterato». Insomma una grande amarezza.
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