Scambio di favori: indagati tre poliziotti

9 Gennaio 2020

La Procura: «Omessi controlli per ottenere regalie». Coinvolti anche sei imprenditori. La difesa: «Accuse infondate»  

AVEZZANO. Uno scambio di presunti favori tra agenti della polizia stradale e aziende di trasporto del territorio. Queste le accuse alla base dell’inchiesta della Procura di Avezzano che vede coinvolti tre agenti della stradale e sei imprenditori marsicani. Il sostituto procuratore Lara Seccacini ha chiuso le indagini nei confronti di Giuseppe Esposito, ex comandante della polizia stradale di Avezzano, Sandro Franchi, ispettore superiore, Vincenzo Onofri, anche lui agente della Stradale, e gli imprenditori Claudio Garofalo, Walter Garofalo, Marcello Garofalo, tutti di Trasacco, Angelo Lodini, Enzo Finocchi, entrambi di Avezzano, e Mariano Perinetti, di Trasacco.
Secondo l’accusa, tra gli imprenditori e gli esponenti della polizia di Stato sarebbero avvenuti degli scambi di favori. Nel caso dell’ispettore superiore Esposito, ex comandante della sottosezione della Polstrada di Avezzano, l’accusa è di corruzione continuata in concorso: avrebbe ricevuto «utilità e in particolare rifornimenti gratuiti di carburante per uso personale» dai Garofalo per omettere «controlli su strada e verifiche con eventuali contestazioni di violazioni amministrative» durante l’attività di trasporto merci. Fatti tutti da dimostrare che sarebbero avvenuti, sempre secondo la Procura, da novembre 2017 fino a tutto il 2018. Ciò si sarebbe verificato anche con la ditta Lodini. Dalla ditta Finocchi, inoltre, avrebbe ricevuto aperitivi, caffè e sigarette, oltre al carburante. Sempre in cambio di favori, secondo quanto emerso dalle indagini svolte dalla polizia stradale dell’Aquila e coordinate dalla Procura di Avezzano, Esposito avrebbe ricevuto, dalla ditta Perinetti Auto, anche tagliandi e cambi di pneumatici sulla propria auto. La contropartita sarebbe stata, secondo quanto emerge dall’inchiesta, una serie di mancati controlli e verifiche. Sono stati accertati dagli investigatori anche presunti rifornimenti di carburante in altre stazioni di servizio di Avezzano. L’ispettore superiore Sandro Franchi è accusato invece di omessa denuncia di reato perché, secondo la Procura marsicana, sapendo che i Garofalo avevano «alterato il funzionamento dei cronotachigrafi sui loro mezzi mediante l’utilizzo di magneti, inibendo la regolare registrazione dei tempi di guida e di riposo, non aveva comunicato la notizia di reato all’autorità giudiziaria». Allo stesso tempo avrebbe commesso il reato di falsità ideologica non sanzionando le ditte in questione per violazioni. Fatti che sarebbero avvenuti tra il 2012 e il 2018. Accusato di non aver denunciato dei reati anche l’assistente capo coordinatore della polizia di Stato, Vincenzo Onofri, sempre in servizio alla Polstrada di Avezzano. A suo carico anche diversi illeciti amministrativi.
«Soltanto dopo l’attenta lettura di tutto il carteggio processuale messo a disposizione da parte della Procura si potrà dire la rilevanza degli accertamenti svolti dalla Polstrada dell’Aquila e se tali accertamenti potranno reggere il vaglio dibattimentale», ha sottolineato l’avvocato Roberto Verdecchia, che difende gli accusati insieme ai legali Pietrantonio Palladini, Mario Flammini e Stefania De Simone. «Dalle imputazioni mosse ai miei assistiti e da una sommaria lettura del fascicolo», ha aggiunto Verdecchia, «mancando totalmente degli effettivi riscontri probatori, consistiti in indagini patrimoniali e riscontri bancari, mi sento di dover escludere ogni forma di responsabilità degli stessi. E ciò anche in considerazione che tutti gli imprenditori coinvolti sono stati sempre oggetto di sanzioni amministrative al codice della strada da parte della sottosezione di Avezzano».
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