Scandalo balconi, l’ira di De Santis
Il consigliere Idv: «L’inchiesta, impantanata dai ricorsi, va verso la prescrizione»
L’AQUILA. «E’una storia infinita che dura da 4 anni e che si perde nelle pastoie burocratiche della giustizia italiana, con il relativo fascicolo che, come un pacco postale, dal Tribunale dell’Aquila va a Piacenza per competenza e poi per decisione della Cassazione viene rispedito allAquila, da dove riparte dalla fase preliminare!». Lo ricorda il consigliere comunale di opposizione Lelio De Santis. «A seguito del crollo dei balconi del Progetto Case di Cese di Preturo avvenuto nel 2014», prosegue, «furono indagate 19 persone tra tecnici, direttore dei lavori, collaudatori e ditta fornitrice dei materiali per gravi reati, come truffa e frode in pubbliche forniture per 18 milioni. Da allora, è iniziata il percorso giudiziario che si è impantanato nella palude della giustizia italiana, tra competenze e attribuzioni, fra ricorsi e controricorsi, con il rischio reale che tutto finirà in una bolla di sapone, in una prescrizione dei reati e forse senza che mai si conosceranno i nomi dei colpevoli». «L’Aquila», conclude, «che dopo 10 anni mostra ancora le sue ferite, ha diritto di conoscere la verità sulla vicenda della realizzazione del Progetto Case, che è stata una buona risposta alle esigenze abitative degli aquilani nell’emergenza, ma che ha rappresentato anche una brutta pagina per ciò che è accaduto in seguito».(g.g.)
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