Scanno senza la magia delle “glorie” di San Martino

11 Novembre 2020

SCANNO. L’emergenza sanitaria cancella a Scanno la magia delle “glorie” con l’accensione dei giganteschi fuochi per rievocare quella che fu la leggenda legata a San Martino. Ieri sera in paese non si...

SCANNO. L’emergenza sanitaria cancella a Scanno la magia delle “glorie” con l’accensione dei giganteschi fuochi per rievocare quella che fu la leggenda legata a San Martino. Ieri sera in paese non si è rinnovata una delle più sentite tradizioni, tra le più antiche d’Abruzzo. A causa del Covid-19, niente tre falò di legna e ceppi alti quasi venti metri (Cardella, la Plaia e San Martino). A dire no all’organizzazione della manifestazione è stato il sindaco Giovanni Mastrogiovanni, che nelle scorse settimane dopo aver incontrato i rappresentanti delle tre contrade ha comunicato il divieto per evitare assembramenti.
Sui monti che circondano il centro abitato ogni anno vengono innalzate grandi cataste di legna, alte anche fino a venti metri, che la sera del 10 novembre vengono accese, creando effetti spettacolari. La popolazione, a seconda del legame affettivo che risale ai tempi dell’infanzia, parteggia per la contrada di appartenenza e al termine dei fuochi festeggia in piazza Santa Maria della Valle, dove soprattutto i ragazzi si radunano scendendo dalle alture e percorrendo le vie del paese suonando campanacci e strumenti fino a tarda notte. «Con la festa di San Martino», dice Mastrogiovanni, «Scanno splende di una luce intensa e calda, pronto ad accogliere l’inverno. Tutto questo è mancato a causa dell’emergenza sanitaria, ma le “glorie” restano nel cuore di ogni scannese». (m.lav.)
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