Scanno, tre ex amministratori condannati dalla Corte dei conti

7 Marzo 2017

SCANNO. Tre ex amministratori di Scanno sono stati condannati a risarcire il Comune per la mancata assunzione di una donna, vincitrice di un concorso nel 1998. Si tratta dell’ex sindaco, Eustachio...

SCANNO. Tre ex amministratori di Scanno sono stati condannati a risarcire il Comune per la mancata assunzione di una donna, vincitrice di un concorso nel 1998. Si tratta dell’ex sindaco, Eustachio Gentile, e degli ex assessori Massimiliano Lavillotti e Emanuele Paulone, a cui la Corte dei conti ha ordinato un rimborso di 40 mila euro (metà a carico dell'ex sindaco Gentile e l’altra metà ai due ex assessori), decurtando però l’originaria pretesa risarcitoria, come già fatto dalla Procura. In merito, però, alla liquidazione della somma, i giudici contabili nella sentenza hanno richiamato il contributo di altre persone e soprattutto lo svolgimento cronologico della vicenda. « Come riconosciuto dalla Procura», scrive la Corte dei conti, «il concreto dipanarsi del caso depone per un limitato concorso concausale degli ex amministratori, in quanto l’atto da essi deliberato costituisce solo un episodio di una vicenda più ampia iniziata sotto l’imperio della precedente amministrazione e conclusasi con una condanna dinanzi al Tar, giunta a distanza di molti anni». Il Comune, all’epoca dei fatti guidato dal sindaco Pietro Spacone, decise di bandire nel 1997 due concorsi per i posti di istruttore direttivo, per l’area amministrativa e quella tecnica. L’amministrazione approvò la graduatoria nel maggio 1998. Il vincitore del concorso riservato per l’area tecnica il 1° luglio venne assunto; non altrettanto venne fatto per la ricorrente. Significativo sempre per i magistrati contabili è il contributo dell’allora segretario comunale e del ragioniere che «non risultano aver agito per perfezionare l'assunzione», e dello stesso Comune che «neppure si è costituito in giudizio dinanzi al Tar ».