Scarichi nel nucleo industriale: ultimatum

Il commissario prefettizio ordina all’Arap di far mettere in regola le aziende o scattano le denunce
AVEZZANO. Arap “scoperta” sullo scarico dei reflui delle aziende del nucleo industriale nei fossi 1 e 2 del Fucino: il commissario prefettizio Mauro Passerotti, visto il pollice verso della Regione all’istanza di rinnovo dell’autorizzazione concessa dalla Provincia nel 2013, ha ordinato all’Azienda regionale che gestisce la raccolta delle acque nell’area nucleo industriale di «porre in essere quanto di propria competenza, onde assicurare che le aziende realizzino tutte le opere necessarie a collettare i reflui derivanti dai servizi igienico-sanitari di processo nel più vicino pozzetto della rete fognaria consortile, entro massimo 30 giorni». Un ultimatum che non prevede slittamenti: «In difetto, visto che sussistono ragioni di igiene, tutela della sanità pubblica e condizioni di rischio di potenziali pregiudizi per la salute pubblica, al fine di evitare danni all’ambiente e alla salute», avvisa Passerotti, «il Comune di Avezzano ai sensi di legge, procederà all’adozione dei conseguenti provvedimenti, tra cui l’ordinanza di chiusura degli scarichi e la comunicazione alle autorità competenti».
La storia, che rischia di far scattare denunce per chi non si mette in regola, è stata originata dal pollice verso del Dipartimento governo del territorio e politiche ambientali della Regione, alla richiesta presentata dall’Arap per il rinnovo dell’autorizzazione allo scarico dei reflui delle aziende del nucleo concessa dalla Provincia nel 2013. Per mettere una toppa alla falla, l’Arap è tornata a bussare alla porta della Regione ,per ottenere un via libera provvisorio, in fase di istruttoria, passando la patata bollente agli imprenditori chiamati ad allacciarsi alla rete fognaria consortile.
Ora, però, a rafforzare quell’invito è arrivata l’ordinanza del commissario, che non ammette deroghe. Sul versante della depurazione, quindi, il fronte resta caldo: qui, infatti, mentre continua a tenere banco la vecchia questione dei due impianti, Pozzillo e Strada 2, parte dei reflui urbani, soprattutto nella stagione delle piogge in arrivo, scorre nei fossi del Fucino e 1,5 milioni di euro di fondi europei rischiano di tornare al mittente. Per scongiurare la beffa, Regione, Comune, Ersi, ex Ato, Arap e Cam hanno ipotizzato un accordo che prevede la gestione mista del depuratore di strada 2.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

