Scarichi nell’Imele, sale l’allarme

29 Luglio 2020

Il consigliere Montelisciani: intervengano Arta, sindaco e Procura

TAGLIACOZZO. Accertare la provenienza degli sversamenti nel fiume Imele e perseguire i colpevoli. È quanto chiede il consigliere di opposizione Vincenzo Montelisciani. Nello stesso tempo Protezione civile e Fare Verde Abruzzo, i primi ad aver segnalato alle autorità competenti la presenza di acque schiumose lungo il corso del fiume, annunciano che, se non saranno presi subito provvedimenti, si rivolgeranno alla magistratura. «Siamo molto preoccupati», avverte Montelisciani, «per lo stato di salute del nostro fiume, nel quale da giorni vengono riversate acque nere e maleodoranti. Chiediamo con forza alle autorità competenti, sindaco, Arta e procura della Repubblica di accertare la provenienza degli sversamenti, di perseguire gli eventuali colpevoli e di bonificare i tratti interessati, ripristinando la qualità delle acque e dell’ambiente fluviale».
«La nostra salute», avverte il consigliere di opposizione, «è indissolubilmente legata alla salute della nostra acqua, che nutre i frutti della terra che coltiviamo e che offriamo come cibo ai nostri figli. Non si attenda nemmeno un minuto, si agisca ora».
Protezione civile e Fare Verde Abruzzo l’allarme l’hanno lanciato venerdì scorso. Dopo aver notato che lo sversamento di acqua maleodorante proveniva da una tubazione posta nel fume, all’altezza del depuratore di Tagliacozzo, immediatamente hanno allertato Carabinieri Forestali e sindaco. Ma la situazione non è cambiata. Così lunedì i responsabili locali delle due associazioni hanno richiesto l’intervento dell’Arta Abruzzo – l’agenzia regionale preposta al controllo dell’inquinamento dei corsi d’acqua – affinché «verifichi se lo scarico di acque scure nell’Imele possa rappresentare un danno all’ecosistema fluviale e un potenziale rischio per la salute dei cittadini». «A valle dello scarico segnalato», ha rilevato il presidente della Protezione civile, Christian Rossi, «ci sono orti e campi agricoli e l’acqua del fiume potrebbe essere utilizzata per l’irrigazione».