Scarsa igiene nei locali, Nas in alta quota

11 Aprile 2018

Ispezioni nell’Alto Sangro e nell’Altopiano delle Rocche: attività abusive, distillati e alimenti senza alcuna tracciabilità

SULMONA. Attività sospese perché abusive o in condizioni igienico sanitarie precarie, alimenti sequestrati e segnalazioni all’autorità giudiziaria. Questo il bilancio delle operazioni eseguite nel primo trimestre dell’anno dai carabinieri del Nas di Pescara, che hanno ispezionato esercizi di ristorazione e servizi di primo soccorso situati nelle località sciistiche abruzzesi.
Nella zona della Maiella sono stati sottoposti a sequestro amministrativo conserve alimentari, distillati e prodotti freschi e congelati, pronti per essere preparati e somministrati in assenza di informazioni utili alla loro rintracciabilità e carenti di documentazione circa le procedure adottate per il trattamento termico. Nell’area sciistica del comprensorio Alto Sangro, l’ispezione del Nas – eseguita in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro e il personale della Asl – ha portato alla sospensione di tre distinte attività per difetto di autorizzazione o perché prive dei requisiti igienico sanitari e strutturali imposti dal cosiddetto “pacchetto igiene”. Nella zona di Monte Pratello i controlli, effettuati insieme al personale della Asl, hanno portato all’immediata l’immediata sospensione di un laboratorio di produzione di prodotti da forno abusivo e interessato da gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali. Nelle more, al responsabile dell’attività è stato imposto il divieto di commercializzazione di circa 20 chili di dolci, poi avviati alla distruzione, poiché privi di schede utili alla loro rintracciabilità e prodotti in locali abusivi e fatiscenti. Sono state inoltre rilevate carenze igieniche, difformità nelle procedure di tracciabilità degli alimenti e mancanza di informazioni sugli allergeni in un esercizio di ristorazione. Infine, nell’area sciistica dell’Altipiano delle Rocche, Nas e Asl hanno ordinato la sospensione di un’attività di vendita al dettaglio e deposito di prodotti ortofrutticoli, per le pessime condizioni igienico sanitarie e strutturali dei locali, oltre che per l’assenza di notifica all’autorità competente.
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