Scatta l’inchiesta sulla sede della farmacia comunale

6 Agosto 2015

Nel mirino la gara sulla scelta dei locali a Santanza di recente inaugurati L’avvio degli accertamenti dopo una denuncia di una ditta esclusa

L’AQUILA. I fari della procura della Repubblica sono stati accesi su presunte irregolarità della gara con la quale sono stati scelti i locali di via Beato Cesidio per ospitare la farmacia di Santanza che per sei anni era stata in un container. Locali che sono stati inaugurati ormai da tempo con una cerimonia dopo avere avuto tutte le autorizzazioni.

L’apertura di un fascicolo segue a una denuncia presentata alcune settimane fa dalla ditta Zemolo che aveva partecipato alla gara senza vincerla. Giusto, comunque, precisare che sotto il profilo amministrativo i ricorsi di Zemolo per fare revocare l’assegnazione sono stati sempre respinti dal Tar anche se il caso è al vaglio del Consiglio di Stato.

L’inchiesta attuale, che è contro ignoti, poggia su queste censure ancora tutte da dimostrare. Comunque dagli atti che sono stati portati all’attenzione degli investigatori si sostiene la tesi che l’offerta, poi risultata vincente, sarebbe dovuta essere esclusa data la mancata presentazione della documentazione amministrativa attestante l’agibilità dell’immobile. Ci sarebbe stato, inoltre, il tentativo di rimettere nei termini la ditta vincitrice al fine di consentire di depositare la documentazione mancante.

Inoltre, ma si tratta di valutazioni da approfondire, si sostiene che l’attestazione di abitabilità riguardava un immobile diverso da quello indicato nella gara.

Al vaglio della polizia giudiziaria anche il fatto che una dirigente del Comune dell’Aquila nel marzo scorso aveva rappresentato all’Afm che l’immobile di via Beato Cesidio necessitava di un nuovo certificato di agibilità avendo constatato delle difformità dell’immobile attuale rispetto alle planimetrie catastali. E che, nel giugno scorso, la medesima dirigente tornava sull’argomento.

Oltre alla denuncia formale agli investigatori sono stati forniti dei documenti che rafforzano le tesi accusatorie che sono state già confutate in sede amministrative. Le indagini sono coordinate dal pm Fabio Picuti e affidate dalla Forestale. Ma ci vorrà molto tempo, visti gli intrecci di natura penale e amministrativa che ci sono, prima di poter ipotizzare uno sviluppo importante dell’indagine o un’archivazione.

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