Scatta la sospensione di Leombruni dall’Ordine provinciale dei medici

28 Ottobre 2021

Provvedimento in vigore finché non verranno revocati gli arresti domiciliari, è accusato di concussione In caso di condanna definitiva rischia un’azione disciplinare con una sospensione o con la radiazione 

SULMONA. «Fino a quando il medico Leombruni sarà sottoposto a misura cautelare restrittiva non può svolgere l’attività di medico. Una volta cessata la misura e, tornato in libertà, può riprendere regolarmente a fare il medico, fino alla definizione del procedimento giudiziario. In caso di condanna definitiva, il nostro Ordine provvederà ad aprire un’azione disciplinare che può portare alla sospensione temporanea o alla radiazione a seconda della gravità dei fatti contestati». È il presidente dell’Ordine provinciale dei medici, Maurizio Ortu, che interviene sul caso di Paolo Leombruni, arrestato in flagranza di reato la settimana scorsa dai carabinieri del Nas di Pescara con l’accusa di concussione. Il medico è stato sorpreso mentre riceveva 230 euro da una paziente malata di tumore, in cambio di una prestazione sanitaria, secondo le accuse. «In assenza di una condanna definitiva noi non possiamo intervenire», precisa Ortu, «ma in caso di detenzione in carcere o agli arresti domiciliari la sospensione è automatica». Situazione diversa per quanto riguarda l’Asl, in quanto datore di lavoro. Alla luce delle contestazioni avanzate dai carabinieri del Nas di Pescara, soprattutto per quanto riguarda i medicinali ospedalieri che sarebbero stati trovati all’interno della borsa di Leombruni, e poi a casa nel corso della perquisizione domiciliare, l’Asl avvierà un’indagine interna tesa a scoprire a quale reparto appartenevano quei medicinali. «Una volta presi in carico da un reparto, i medicinali vanno scaricati», fanno sapere dalla Asl, «se non è stato fatto e se quei farmaci non sono più negli armadietti dei relativi reparti, a quel punto è chiaro che sono stati prelevati furtivamente. In questi casi scatterebbe la sospensione dal lavoro e il licenziamento. Da ricordare che attualmente Leombruni non è più in servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona ma svolge il servizio di guardia medica». L’operazione dei Nas di Pescara è scattata venerdì mattina: si sono appostati all’interno dell’abitazione della paziente e quando il medico ha ricevuto i soldi per la prestazione sono intervenuti arrestandolo per concussione. Per il legale di Leombruni, l’avvocato Massimo Zambelli, si tratterebbe invece di «un evidente equivoco e a un errore di valutazione da parte degli investigatori, fuorviati forse dalla deposizione della paziente, la quale avrà capito una cosa per un’altra, pensando di essere frutto di un raggiro. Leombruni non ha mai proposto un programma terapeutico alternativo», conclude Zambelli, «ma solo soluzioni fisiologiche per far fronte a quelli che erano gli effetti collaterali della cura che sta facendo per la sua condizione».
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