«Scegliamo di continuare a vivere qui»

6 Aprile 2017

La docente Pitari: dopo quella notte dobbiamo pensare a ricostruire scuole sicure e un tessuto sociale

di GIUSI PITARI*

Stanotte è quella notte.

Per l’ottava volta. Otto anni lunghi o brevissimi, dipende dallo stato d’animo o da cosa abbiamo passato. L’Aquila e tutto il cratere sismico, insieme ai nuovi ed enormi altri crateri, veglierà stanotte nelle città e i paesi che non ci sono.

La ricostruzione del centro storico del capoluogo di Regione è avviata, molti palazzi sono più belli di prima, ma appaiono vuoti. I centri storici delle frazioni e dei piccoli comuni del cratere portano intatte le ferite del 2009. Si è fatto tanto? Si è fatto poco? Non so, fatto sta che la nostra vita è diversa e stanotte forse ripenseremo a quella di prima.

È soprattutto la ricostruzione sociale che è mancata, la ricostruzione della comunità, degli incontri, delle passeggiate, della cultura che si respirava ad ogni angolo, dei cinema, delle vetrine, dei saluti occasionali. E ne abbiamo tanto bisogno e tanto desiderio. Ogni volta che si organizza qualcosa in centro, che sia una festa con bancarelle o un concerto o una processione, L’Aquila sembra quella di prima, con tutti i cittadini assieme, festosi o commossi.

Per il resto dei giorni, affannati vaghiamo in automobile da una parte all’altra della città, portiamo i bambini e i ragazzi in scuole ancora provvisorie, quelle del 2009, i Musp. Siamo in centri commerciali o andiamo in altre città. La nostra vita è così, diversa, difficile o, insomma, più difficile che altrove.

Ma resistiamo. Questa è la nostra città, questi i nostri borghi, queste le nostre montagne. Al di là di ogni polemica siamo stati forti, siamo rimasti, abbiamo reagito, abbiamo costruito, siamo cambiati. Per sempre.

Immutato rimane solo il desiderio di poter essere un esempio di ricostruzione sicura, antisismica, a prova delle magnitudo che sembra dovremo aspettarci. Uguale o simile rimane la voglia di rivedere pezzi della nostra vita: si tratta di scelte politiche, non di altro.

Scegliamo di goderci la montagna, il Gran Sasso, che sia fruibile sempre senza sorprese. Scegliamo che in centro la vita rinasca non per scelta individuale, ma per determinazione dell’amministrazione. Scegliamo di riaprire il cinema. Scegliamo di aiutare i nostri borghi a non spopolarsi. Scegliamo di ricostruire scuole sicure, subito. Scegliamo di investire su servizi agli studenti. Scegliamo di avere una città a dimensione dei ragazzi. Scegliamo di avere un trasporto pubblico efficiente. Scegliamo di curare i nostri parchi. Scegliamo di incentivare le giovani imprese. Scegliamo di vivere qui.

Scegliamo.

Di essere assieme, ancora, come stanotte, dopo stanotte.

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