Schianto, l’ira dei familiari del ferito

«La tragedia si poteva evitare, il conducente dell’auto era malato di cuore e doveva restare in ospedale»
SULMONA. Un’inchiesta, in cui si ipotizza il reato di omicidio stradale, è stata aperta dai carabinieri della Compagnia di Sulmona sull’incidente che sabato mattina ha provocato la morte della 52enne aquilana Loredana Carissimi. I carabinieri lo chiamano “atto dovuto”, ma il principale obiettivo è di verificare se il conducente dell’auto al momento dell’incidente abbia avuto effettivamente un malore che gli ha fatto perdere per un attimo il controllo della vettura causando l’impatto mortale. Gli esami tossicologici hanno escluso assunzione di alcol e di sostanze stupefacenti, anche perché l’uomo, Antonio Di Censo, di 50 anni, risulta essere astemio. Fatto curioso è che lo stesso 50enne abbia avuto un incidente analogo un paio di mesi fa perdendo il controllo dell’auto all’altezza della rotonda della clinica San Raffaele, anche in quel caso per un improvviso malore. Con lui c’era sempre Loredana Carissimi e i due uscirono illesi per puro caso perché l’auto sulla quale viaggiavano salì prima sulla rotonda attraversando senza controllo l’intera sede stradale e finendo la folle corsa nel piazzale interno della clinica San Raffaele dopo aver sfiorato di pochi centimetri un palo della luce. C’è poi il caso di lunedì sera, quando Di Censo avrebbe raggiunto l’ospedale di Sulmona per scompensi cardiaci che negli ultimi tempi si erano fatti più frequenti e che gli procuravano improvvisi malori. Dopo essere stato tenuto sotto controllo l’uomo è stato dimesso dai medici con la prescrizione di doversi sottoporre nel giro di pochi giorni a un piccolo intervento chirurgico per l’installazione di un regolatore del battito cardiaco. Secondo i suoi familiari, anche alla luce del tragico incidente che si è verificato sabato mattina, il 50enne non doveva essere dimesso. «In questo modo si sarebbe evitata una tragedia», ripetono affranti da due giorni i suoi parenti.
Tant’è che dopo il suo ricovero in ospedale avvenuto sabato subito dopo l’incidente, i medici del reparto Utic hanno deciso di accelerare i tempi e di sottoporre l’uomo al previsto intervento già da questa mattina.
Intanto il magistrato di turno ha deciso di non far svolgere l’autopsia della sfortunata 52enne aquilana, ritenendo che sia sufficiente solo una ricognizione medica sulla salma che questa mattina sarà riconsegnata ai familiari per la celebrazione dei funerali. La donna, separata con tre figli, faceva la badante e dopo il terremoto del 2009, per sei anni, ha vissuto in un alloggio del Progetto Case di Bazzano prima di trasferirsi ad Arischia.
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