Schianto lungo la transiberiana d’Abruzzo. Ecco il primo indagato

12 Ottobre 2026

È il titolare della ditta che stava facendo i lavori con la gru sulla statale 17

ROCCARASO

Prima svolta nell’indagine sull’incidente ferroviario avvenuto sabato scorso a Roccaraso. C’è il primo indagato nell’inchiesta sull’impatto tra il treno storico con quattrocento passeggeri a bordo e una gru, una strage soltanto sfiorata per fatalità: la Procura di Sulmona ha iscritto nel registro degli indagati il rappresentante legale della ditta appaltatrice, con sede legale a Roma, che stava eseguendo i lavori sulla strada statale 17 al di sopra della ferrovia. Si tratta di un atto dovuto, finalizzato a consentire lo svolgimento dei successivi accertamenti e a garantire le necessarie tutele nell’ambito delle indagini.

CANTIERE SOTTO ACCUSA

Al centro dell’inchiesta c’è l’incidente verificatosi in località Palaghiaccio, lungo la linea della Ferrovia dei Parchi, dove un treno storico ha urtato una piattaforma sulla quale si trovavano tre operai impegnati nei lavori di rifacimento di un ponte sulla strada statale 17, nell’ambito di un appalto per conto dell’Anas. Due lavoratori sono precipitati dalla struttura, mentre il terzo è rimasto sulla piattaforma. Il bilancio dei feriti è salito a quattro: anche uno dei macchinisti del convoglio si è recato al Pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona per la refertazione delle lesioni personali riportate nell’incidente, fortunatamente non gravi. Restano invece stabili le condizioni dell’operaio di 56 anni, il più grave tra i tre lavoratori coinvolti. I primi esami strumentali hanno escluso conseguenze più gravi, ma la prognosi rimane riservata. L’uomo è ricoverato all’ospedale di Pescara con un politrauma.

LE AUTORIZZAZIONI

I primi accertamenti, disposti dalla Procura e affidati ai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, avrebbero fatto emergere un elemento particolarmente rilevante: agli enti competenti non sarebbe arrivata alcuna comunicazione relativa allo svolgimento dei lavori nel tratto ferroviario interessato dal passaggio del convoglio. Un aspetto che dovrà essere approfondito per ricostruire le responsabilità e verificare se siano state rispettate tutte le procedure previste per garantire la sicurezza del cantiere e della circolazione ferroviaria.

Dai primi riscontri sembrerebbe che già da un mese il cantiere sarebbe stato in opera in quel punto della statale 17, nei fine settimana. Il fascicolo è stato aperto per l’ipotesi di delitto colposo di pericolo, contestazione che riguarda la creazione o il mantenimento, per negligenza, imprudenza o imperizia, di una situazione potenzialmente idonea a provocare un disastro ferroviario. Con l’iscrizione del rappresentante legale della società appaltatrice, l’inchiesta punta ora a fare piena luce sulla gestione dei lavori, sulle autorizzazioni e sulle comunicazioni tra i soggetti coinvolti. Tra gli aspetti da chiarire ci sono la posizione della piattaforma al momento del passaggio del treno, le eventuali segnalazioni predisposte per avvisare i macchinisti e le misure adottate per separare l’area di cantiere dalla linea ferroviaria. Sarà inoltre necessario verificare le modalità con cui è stato autorizzato il transito del convoglio storico e se fossero state predisposte tutte le condizioni di sicurezza necessarie. Per consentire gli accertamenti sono stati sequestrati il treno, la piattaforma, il cantiere e il tratto ferroviario interessato dall’incidente. Circostanza che potrebbe avere conseguenze sui prossimi appuntamenti programmati del treno storico. La data di ieri infatti è stata già cancellata.

DOPPIA INCHIESTA

Anche Rete Ferroviaria Italiana ha avviato verifiche interne per ricostruire la gestione dell’area di lavoro e i rapporti tra le diverse realtà coinvolte. Sul posto è intervenuto inoltre il dipartimento competente della Asl 1, chiamato a verificare le condizioni del cantiere, le distanze operative, la formazione dei lavoratori e il rispetto della normativa sulla sicurezza. Gli altri due operai feriti, cittadini senegalesi come il 56enne, sono stati trasportati negli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro. I tre lavoratori, di età compresa tra i 50 e i 56 anni, erano impegnati nel rifacimento del ponte sulla statale 17 quando si è verificato l’impatto con il convoglio. Illesi gli altri macchinisti e i circa 400 passeggeri che si trovavano a bordo del treno storico, rimasti comunque scossi dall’accaduto. I viaggiatori sono stati recuperati da un altro convoglio partito da Sulmona e assistiti dal personale della Ferrovia dei Parchi.

PRIME RISPOSTE

Secondo una prima ricostruzione, i macchinisti avrebbero azionato i freni dopo essersi accorti della presenza della piattaforma e degli operai, senza però riuscire a fermare il treno in tempo. Le verifiche dovranno stabilire la velocità del convoglio, i tempi di reazione e l’efficienza dell’impianto frenante. L’incidente aveva provocato anche la chiusura per diverse ore della strada statale 17, con deviazioni del traffico gestite dalla polizia stradale di Castel di Sangro. L’inchiesta dovrà ora ricostruire nel dettaglio la sequenza degli eventi e accertare eventuali responsabilità. Una vicenda che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e sul rispetto delle norme basilari. Proprio ieri ricadeva la 76ª Giornata nazionale dedicata alle vittime sul luogo di lavoro. Vittime che non ci sono state nel caso dell’incidente di Roccaraso dove comunque si è sfiorata la tragedia.

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