Schianto mortale vicino a San Gregorio

23 Giugno 2020

Fiat Panda contro un Tir, la vittima è Nando Canale, 60 anni. Il “gigante buono” era consigliere a Castelvecchio Calvisio

L’AQUILA. Potrebbe essere stato un malore la causa dell’incidente costato la vita a Nando Canale, il sessantenne di Castelvecchio Calvisio morto ieri mattina all’Aquila sulla strada statale 17 Est, all’altezza di San Gregorio, nei pressi della rotatoria dove c’è la biforcazione per la Ss 261 Subequana (tratto stradale diventato tristemente noto proprio per i gravi incidenti).
Erano passate da poco le 8 quando Canale, alla guida di una Fiat Panda in direzione L’Aquila (dove doveva andare per sottoporsi a una visita medica), ha perso il controllo del veicolo andando a schiantarsi contro un Tir che viaggiava in direzione opposta. Sul luogo sono intervenuti subito i mezzi e gli uomini del 118, della polizia provinciale e della polizia municipale, ma non hanno potuto far altro che accertare il decesso. Quel tratto di Ss 17 è rimasto chiuso per circa tre ore, il traffico è stato deviato nel centro abitato di Onna. Dalle prime ricostruzioni fornite proprio dai vigili urbani, sembra che Canale abbia invaso l’altra corsia dopo essersi sentito male. L’autista del mezzo pesante – rimasto lievemente ferito dopo l’impatto contro un albero che costeggia la carreggiata – non ha avuto il tempo né il modo di evitare la collisione. Per prassi, l’autocarro è stato posto sotto sequestro. Non è ancora chiaro se Canale sia morto prima del frontale oppure se sia stato quest’ultimo la causa del decesso. Se ne saprà di più dopo l’autopsia, in programma per oggi.
NANDONE. Canale, che non era sposato e non aveva figli, viveva a Castelvecchio Calvisio, paese dove era nato e cresciuto. Per tanto tempo aveva gestito, in paese, un bar/ristorante a conduzione familiare, “La fornacella”, ma da qualche anno lavorava in una cooperativa come autista dello scuolabus. Personaggio amato e benvoluto da tutti, conosciuto anche come “Nandone” per via della sua imponente corporatura, nutriva un attaccamento particolare per Castelvecchio ed era molto attivo nella vita sociale e culturale della comunità.
IL CONSIGLIERE. Di recente era diventato anche consigliere comunale. «Diceva sempre che gli sarebbe piaciuto che i bambini avessero un pulmino nuovo, perché quello che guidava lui era un po’ vecchio», racconta l’amico Marco Antonacci, l’ultimo ad aver parlato con lui ieri mattina prima del tragico incidente costato la vita a Canale.
GIGANTE BUONO. «Nando era un punto di riferimento per tutto il paese, anche per i giovani, un “gigante buono” conosciuto da tutti, non solo a Castelvecchio». La sua giovialità e la sua vitalità gli erano valse, in passato, anche dei piccoli ruoli da comparsa: nel 2008 aveva partecipato nella popolare fiction “Tutti pazzi per amore”, trasmessa da Rai 1, in una puntata che il regista Riccardo Milani girò, in parte, sul Gran Sasso. Ma aveva recitato anche in un corto fantasy dell'Accademia dell'Immagine, "La maledizione dell'agave". Tra coloro che lo conoscevano bene c’è Franco Cagnoli, gestore del “Cantinone” a S.anto Stefano di Sessanio: «Nando era un pilastro e un patrimonio territoriale del folklore. Una di quelle figure sui generis, dalla personalità genuina inconfondibile».
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