Schiuma nel Liri, sindaci pronti alla battaglia

Allarme per il nuovo rischio ambientale, D’Amico: «Assumeremo iniziative contro i responsabili»
MORINO. «Quello che sta accadendo è inaccettabile. Assumeremo le iniziative necessarie a tutela dell’ambiente fluviale nei confronti degli eventuali responsabili». A parlare è Roberto D’Amico, sindaco di Morino, comune capofila nella costituzione del Contratto di Fiume, speciale organismo sottoscritto a luglio del 2015 come garante della tutela dell’ambiente e del bacino idrico. L’ennesimo timore di un disastro ambientale, in ragione della ricomparsa della strana schiuma bianca sulle acque superficiali del Liri, ha allarmato non poco i comuni della Valle Roveto. «Sulla scorta dei protocolli di indagine già fissati nel Piano strategico di contrasto all’inquinamento del Liri, ci siamo attivati per verificare, tramite l’Arta e le autorità che fanno capo alle indagini, le implicazioni ambientali del fenomeno a cui abbiamo assistito. Attendiamo fiduciosi l’esito dei campionamenti», ha aggiunto il sindaco. Numerose le iniziative del Contratto di Fiume nel corso degli anni. Su tutte l’integrazione di sistemi di monitoraggio continuo dei livelli di inquinamento del fiume, che a più riprese subiscono le ripercussioni dell’agricoltura intensiva del Fucino, delle attività industriali e, non da meno, degli scarichi domestici e assimilati. Nel frattempo, nel pomeriggio di ieri, i ricercatori dell’Arta hanno compiuto un nuovo sopralluogo visivo. Le condizioni delle acque superficiali, in corrispondenza dell’emissario in cui si era depositata la schiuma, erano prossime alla trasparenza. La capacità del fiume di autodepurarsi ha ripristinato la scena naturale del corso d’acqua e scongiurato, almeno nelle ore successive alla contaminazione, il timore di una recrudescenza. Già in mattinata i carabinieri forestali di Canistro, nell’ambito di un dialogo continuativo con l’Agenzia, avevano segnalato la rigenerazione dell’ambiente fluviale. Più tardi, intorno alle 16, i ricercatori dell’Arta hanno eseguito controlli mirati a partire dalla zona industriale fucense, fino al territorio di Canistro. Non sono stati eseguiti nuovi campionamenti. Occorrerà attendere domani, quando dai risultati delle analisi condotte sarà possibile capirne qualcosa di più. Le attività di indagine in corso consentiranno infatti di ricercare parametri chimici utili per accertare le possibili cause dell’inquinamento. (a.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

