Sci e fondi regionali Pescocostanzo reclama la sua parte

17 Gennaio 2015

PESCOCOSTANZO. Continua la diatriba tra la società Vallefura di Pescocostanzo e la Comunità montana Alto Sangro sull’uso degli otto milioni di euro per i Mondiali di sci del 2012. Dopo i chiarimenti...

PESCOCOSTANZO. Continua la diatriba tra la società Vallefura di Pescocostanzo e la Comunità montana Alto Sangro sull’uso degli otto milioni di euro per i Mondiali di sci del 2012. Dopo i chiarimenti dati dal commissario liquidatore dell’ente montano, Enzo Patitucci, che nei mesi scorsi aveva parlato di possibile distrazione di fondi, qualora i finanziamenti fossero stati utilizzati in modo diverso, Federico Bonafede, procuratore della società che gestisce gli impianti di risalita a Pescostanzo, torna sull’argomento annunciando battaglia.

«Ad avviso di Patitucci» sostiene Bonafede «la destinazione delle risorse sarebbe vincolata dalla Regione ai territori di Roccaraso e Rivisondoli che hanno ospitato i campionati mondiali di sci cosicché un diverso impiego delle stesse risulterebbe quale distrazione di fondi. Le dichiarazioni di Patitucci sono inaccettabili e contraddittorie. Non solo non è vero, ma è vero il contrario. Se Patitucci lascia fuori Pescocostanzo dagli interventi cui le risorse regionali sono destinate dovrà risponderne nelle sedi competenti».

Secondo il procuratore della società Vallefura, al territorio di Pescocostanzo spetta di diritto una parte di quelle risorse. «Stiamo parlando» prosegue Bonafede «del finanziamento di un progetto di collegamento degli impianti di innevamento artificiale delle stazioni sciistiche dell’Alto Sangro a una rete idrica che ha il proprio bacino principale proprio in territorio del comune di Pescocostanzo, in località Pizzo di Coda. Portano l’acqua da Pescocostanzo a chilometri di distanza e tagliano fuori proprio la stazione che si trova sul territorio? È inconcepibile. Anche in termini di economicità dell’investimento è un’assurdità. Del resto, il nostro è rimasto l’unico bacino sciistico dell’Alto Sangro a non essere dotato di allacciamento alle condotte per l’impianto di innevamento».

Senza investimenti, quindi, gli impianti di Pescocostanzo sarebbero a rischio.

«Vallefura» conclude Federico Bonafede «non può restare a guardare. Due stagioni come quella passata e si rischia di chiudere. Non è in gioco soltanto un’attività imprenditoriale, ma la possibilità di lavoro e sviluppo dell’intera comunità dei cittadini di Pescocostanzo. Non è più tollerabile un Alto Sangro a due velocità. Per questo continueremo a vigilare a tutti i livelli affinché le risorse pubbliche vengano ben spese e non disperse». (c.s.)

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