Scienza e musica insieme sulle orme di Keplero

11 Aprile 2018

Progetto realizzato dagli studenti della quarta A nell’ambito di Sharper 2017 I ragazzi trascrivono gli antichi studi sul pentagramma e ne nasce un concerto

L’AQUILA. Unire scienza e musica: questo è l’incarico assegnato ad alcuni musicisti, studenti del Liceo Classico (classe 4ª A) dalla professoressa Grazia Di Lorito.
Il progetto, elaborato per Sharper 2017, mette insieme musica e astronomia e si basa sulla terza legge di Keplero dalla quale deduciamo che i pianeti ruotano attorno al Sole con velocità diverse: più è alta la velocità, più i suoni sono acuti, e viceversa. Di conseguenza, quando i pianeti sono vicini al Sole, si muovono più velocemente e producono suoni acuti; quando invece sono lontani, ne producono di gravi. Due note, la più grave e la più acuta, sono associate all’afelio (il punto di massima distanza dal sole) e al perielio (il punto di minima distanza).
In particolare, Keplero osservò che i rapporti tra le velocità angolari dei pianeti agli estremi della traiettoria percorsa davano intervalli armonici. Egli si basava sulla consonanza, ovvero il rapporto tra le frequenze che produce suoni armonici. È Keplero stesso a definire “Musica delle sfere” quella prodotta dai pianeti: essa – afferma l’astronomo nel suo trattato “Harmonices Mundi”, 1619 – è il mezzo che connette geometria, cosmologia, astrologia, armonia e musica. L’astronomo riteneva che l’armonia di tutti e sei i pianeti avrebbe spaziato tra più di sette ottave e che una musica simile potesse risuonare una volta nell’intera storia dell’universo.
Keplero ripensò alle parole rivolte da Dio a Giobbe: “Dov’eri tu, quand’io fondavo la Terra e quando le stelle del mattino cantavano tutte insieme?”.
Tuttavia, poiché il suono si propaga attraverso un corpo materiale, al nostro orecchio è impercettibile “l’accordo planetario”, dato dalle singole note emesse dai pianeti in movimento.
Alcuni studiosi del tempo riportarono con notazione antica su pentagramma le “melodie” dei pianeti; i ragazzi del 4ª A del Classico le hanno trascritte su pentagrammi moderni e Tommaso Bricchi le ha unite in una partitura che hanno eseguito a Palazzo Camponeschi, in occasione di Sharper 2017, i violoncellisti Tommaso Bricchi e Daniela Golia, il violino Claudio Sponta, le organiste Martina Ciccone, Ludovica Cardelli, Elena Giambattista e il soprano Mariam Suleiman. Unire in una sola passione musica e scienza.
Tommaso Bricchi
Daniela Golia
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