Scimia non c’è più Accompagnava Papa Wojtyla a sciare

L’ex presidente del Centro turistico Gran Sasso è deceduto Aveva 80 anni e un rapporto stretto con Giovanni Paolo II
L’AQUILA. È morto all'età di 80 anni Alfonso Scimia, che dal 1990 al 1994 è stato presidente del Centro turistico Gran Sasso. Furono quelli gli anni in cui Giovanni Paolo II, oggi Santo, spesso andava a sciare sulle piste della più alta montagna degli Appennini. Con il Pontefice – a parte il suo segretario personale don Stanislao, il medico e la scorta – c'erano sempre anche Alfonso Scimia, l'allora direttore del Centro turistico Berardino Scimia, il maestro di sci Bruno Faccia; Enzo Volpe, che guidava il gatto delle nevi, e Dino Pignatelli (oggi presidente del Centro turistico). Alfonso Scimia era originario di Monticchio e abitava all'Aquila. Vigile sanitario del Comune, impegnato politicamente nella Dc, era un personaggio notissimo all'Aquila. Berardino Scimia, oltre a condividere con Alfonso l'esperienza nel Centro turistico, era legatissimo a lui. «È stato l'amico che tutti vorremmo avere», dice Berardino, «buono, generoso, disponibile, trasparente. Con lui ho condiviso momenti bellissimi sin da quando eravamo ragazzini. Credeva nella valorizzazione e nel rilancio del Gran Sasso e si adoperò molto in tal senso negli anni in cui fu presidente del Centro turistico».
Le cronache dell'epoca raccontano come Alfonso Scimia convinse il Papa polacco a visitare ufficialmente Campo Imperatore il 20 giugno del 1993 e persino a farsi fotografare sugli sci.
Era il 13 aprile del 1993, il Papa era andato a sciare sul Gran Sasso, a metà giornata si fermò per mangiare un boccone a fianco a una casetta di pastori vicina alla pista della Scindarella. Anche in quella occasione il maestro di sci Bruno Faccia aveva dato fondo a quanto di meglio potesse offrire la sua dispensa. Un vero e proprio trionfo di salame, prosciutto, salsicce, formaggio, frittata, buon vino. Come al solito il Papa non mangiò moltissimo, anche se mostrò di gradire i prodotti che gli venivano offerti e ringraziò. Mentre tutti erano lì in rispettoso silenzio, il presidente del Centro Turistico, Scimia, prese il coraggio a quattro mani e si rivolse a Karol Wojtyla dicendo: «Santità, i nostri alpini hanno quasi terminato di restaurare la chiesetta della Madonna della Neve, vorremmo che fosse lei a inaugurarla».
Il Pontefice guardò Alfonso Scimia e dopo un attimo di pausa disse: «Vedremo». Da quel “vedremo” partì una fitta corrispondenza col Vaticano e a giugno la visita ufficiale si concretizzò. Quel giorno Alfonso Scimia era raggiante. Per il Gran Sasso fu una grande giornata. Il 12 settembre del 1993 a Fonte Cerreto il Centro turistico promosse un altro importante evento. Alla presenza di storici e giornalisti giunti da tutta Italia, si tenne un convegno in occasione dei 50 anni dalla “liberazione” da parte dei tedeschi di Benito Mussolini, che per una decina di giorni era stato tenuto in custodia dalle forze dell'ordine italiane nell'albergo di Campo Imperatore.
Scimia, amante della buona tavola, era anche uno dei protagonisti della tradizione tutta aquilana di Sant'Agnese.
L'Antica e Nobile congregazione di Sant'Agnese della quale faceva parte, così lo ha ricordato su facebook: «Cari amici e congregati, purtroppo dobbiamo darvi una brutta e triste notizia. Ci ha lasciati per sempre Alfonso Scimia, uno dei decani, fondatori e animatori della nostra storica Nobile Congregazione. Abbiamo avuto l'onore e il piacere di riaverlo tra noi per un'ultima volta proprio nella passata conviviale. Riposa in pace caro Compare e riunisciti agli altri tuoi cari amici che ora potrai rivedere e abbracciali per noi». Alfonso Scimia lascia la moglie e due figli. I funerali oggi, alle ore 11, nella chiesa parrocchiale di Monticchio. Alla famiglia Scimia le condoglianze del Centro.
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