Sciopero per la sicurezza

Venerdì mobilitazione degli studenti. Il caso del Liceo Cotugno, il giallo dell’ex Optimes
L’AQUILA. Cancelli sbarrati, nessun cantiere aperto, né rassicurazioni da parte della Provincia. L’ipotesi di far entrare il Cotugno nello stabile dell’ex Optimes entro l’inizio del 2018, come promesso nei mesi scorsi dalla Provincia, diventa sempre più una chimera. Cominciato l’anno scolastico da tre settimane, infatti, il problema della sicurezza degli edifici sembra ormai già nel dimenticatoio. È per questo che studenti, genitori, docenti e dirigenti scolastici stanno preparando una manifestazione unitaria per venerdì prossimo, 13 ottobre, contro quello che definiscono «l’immobilismo» degli enti sulla questione scuole. Il primo dei problemi da risolvere è quello del Cotugno, attualmente dislocato su cinque sedi e tre plessi: due a Colle Sapone e uno a Pettino. C’è poi la questione delle prove di vulnerabilità delle scuole comunali (primarie, elementari e medie), che dovevano essere fornite alla fine di agosto, poi alla fine di settembre, ma che di fatto ancora non sono state pubblicate. Come dire che, una volta ripartita la macchina “scuola”, i problemi sembrano risolti o si fa finta di non vederli più. Lo sa bene il comitato Scuole sicure. «Da mesi chiediamo certezze», spiega Massimo Prosperococco, portavoce, «ma non riusciamo ad averne».
COTUGNO. I ragazzi della scuola che comprende i licei Classico, Linguistico, Economico sociale e Musicale hanno cominciato l’anno in tre plessi e cinque sedi differenti: Musp Musicale, Itis e Colecchi a Colle Sapone, la scuola di Pettino (chiusa a seguito di una sentenza del Tar) e Musp della Carducci, al Torrione. Una soluzione dell’ultim’ora, proposta dalla Provincia, che non soddisfa le esigenze di docenti e studenti. Per questo i ragazzi hanno scelto uno sciopero bianco come prima forma di dissenso, striscioni e manifesti sulle varie sedi, ma adesso sono intenzionati a mettere in atto proteste più eclatanti. La prima sarà, insieme alle altre scuole della città, la manifestazione di venerdì, che parte dalla considerazione che all’ex Optimes, stabile che avrebbe dovuto ospitare e riunire la scuola dal 2018, ancora non sono cominciati i lavori di adeguamento. «Più volte il Comitato scuole sicure ha sollecitato la Provincia e la Regione, senza però ottenere nulla di concreto», spiega Prosperococco. «I lavori ancora non sono iniziati e penso che neanche sia stato fatto l’appalto per l’assegnazione. Forse l’Arap potrebbe aver affidato le prove di vulnerabilità, ma non possiamo dirlo con certezza». Da risolvere, prima di cominciare le opere, infatti, c’è anche un’altra questione: la proprietà dell’ex Optimes, oggetto di controversie giudiziarie civili che non sembrano avere fine tra la società Gallucci e l’Arap che si contendono l’ex fabbrica a Campo di Pile che insiste su 40mila metri quadrati, di cui 10mila coperti. «L’obiettivo di entrare nell’ex Optimes all’inizio del prossimo anno ci sembra ormai sfumato», continua il portavoce del Comitato. «Il presidente della Provincia ci aveva assicurato che entro l’inizio di febbraio, al massimo, la scuola si sarebbe trasferita. Ma oggettivamente non sarà possibile: siamo a ottobre, ancora non è stato fatto il bando di gara per i lavori, bisognerà poi incaricare la ditta e cominciare le opere. Difficilmente in questo anno scolastico qualche studente del Cotugno vedrà l’ex Optimes».
PROVE DI VULNERABILITÀ. Lo sciopero di venerdì servirà anche a protestare su altri fronti. «Il problema del Cotugno non è l’unico», spiega Prosperococco. «Siamo in attesa delle prove di vulnerabilità delle scuole comunali che dovevano essere fornite alla fine di agosto, poi a fine settembre. È ormai ottobre e ancora non vengono pubblicate. Si tratta di una spada di Damocle, una grossa preoccupazione per chi non può conoscere le condizioni in cui versano gli edifici che ospitano ogni giorno i ragazzi».
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