Sciopero per salvare il tribunale: 600 avvocati fermano le udienze

Otto giorni di astensione ogni mese, fino a marzo. E nel restante periodo sarà rallentata l’attività ordinaria A settembre si chiuderà. Una mobilitazione senza precedenti decisa al termine dell’assemblea dell’Ordine
AVEZZANO. Un esercito di seicento avvocati in sciopero per tre mesi. È quanto stabilito ieri mattina nel corso dell’assemblea dell’Ordine degli avvocati di Avezzano che si è tenuta al castello Orsini. Se pur clamorosa, e senza precedenti, si tratta soltanto della prima di una serie di iniziative che verranno assunte nei prossimi mesi per scongiurare la chiusura del tribunale di Avezzano, prevista a settembre. La decisione è arrivata dopo un partecipato dibattito dove c’era chi chiedeva «l’occupazione della struttura giudiziaria che, viste le prestazioni, è tra le più efficienti d'Italia». Gli avvocati aspettano che si tenga l’incontro con il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, la principale oppositrice alla proroga che permetterebbe di rivedere la legge sulla geografia giudiziaria e renderla aggiornata alla situazione attuale, visto che risale a dieci anni fa. Un incontro già concesso al presidente della Regione Marco Marsilio, ma mai avvenuto.
L’ASTENSIONE
La protesta per salvare i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto parte dalla Marsica. Il provvedimento, che l’assemblea degli avvocati ha deliberato, è senza precedenti. Si tratta dell’astensione dalle udienze per tre mesi nel rispetto del codice di autoregolamentazione che prevede la comunicazione al capo dell’Ufficio dieci giorni prima dell’inizio dell’astensione e che può durare per un periodo consecutivo massimo di 8 giorni. Successivamente bisognerà fare una interruzione dello sciopero di 15 giorni durante la quale sarà data una nuova comunicazione per l’astensione successiva, che durerà di nuovo 8 giorni. E così via. Il primo sciopero dovrebbe avvenire a fine mese. Nei 15 giorni tra un’astensione e l’altra, la protesta non finirà, poiché cambierà modalità. Ci sarà in qui giorni il cosiddetto sciopero “pignolo”, una forma di protesta solitamente sindacale che consiste nella meccanica osservanza delle disposizioni e dei regolamenti in modo da causare, attraverso un rallentamento dell’attività, una sorta di disagio all’attività giudiziaria.
OCCUPAZIONE
Altre forme di protesta sono in programma e verranno attuate nei prossimi mesi. Qualora gli appelli dovessero essere inascoltati. «Chiediamo di essere ascoltati dal ministro», ha spiegato il presidente dell’Ordine degli avvocati, Franco Colucci, «e lo scopo è arrivare a una proroga che ci possa permettere la revisione della legge sulla nuova geografia giudiziaria. Una modifica a cui stiamo già lavorando da mesi. Non appena ci sarà concesso l’incontro, e di conseguenza una proroga finalizzata a questo scopo, allora interromperemo subito l’astensione e ogni altra forma di protesta».
ORGOGLIO MARSO
«Che si dia rispetto e onore al popolo marso che conta 135mila abitanti e non gli sia sottratto il principio di legalità che viene rappresentato dalla permanenza degli uffici giudiziari». È quanto dichiarato, nel corso dell’assemblea di ieri al castello Orsini, dall’assessore comunale Roberto Verdecchia, avvocato del Foro di Avezzano, «non solo condivido lo sciopero nelle giuste forme articolate e proposte dal presidente Franco Colucci, ma porteremo a livello nazionale la protesta dell’astensione, a cui va unita nell’immediatezza quella dell’occupazione pacifica del tribunale, senza impedire la normale attività di cancelleria, e quindi non creando la interruzione all’attività di pubblico servizio, ma mandando un segnale chiaro ai palazzi romani perché il tribunale non può essere eliminato ma, al contrario, deve essere rafforzato, così come sembra stia avvenendo con l’arrivo di nuovo personale amministrativo e di due nuovi procuratori».
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