Sciopero record, la Marelli tratta

30 Giugno 2016

L’azienda torna a ricevere i sindacati. La Fiom: «Serve un accordo sui turni»

SULMONA. Sciopero da record alla Magneti Marelli, con una media di adesioni del 90%. L’ultima batteria di scioperi proclamata dalla Fiom-Cgil allo stabilimento sulmonese della Sistemi sospensioni ha raggiunto il primato in tutta Italia, con la maggioranza delle tute blu che continuano a ribellarsi ai nuovi turni. L’aumento dai 15 ai 18, con l’ingresso dei sabati e delle domeniche nella settimana lavorativa, non piace a lavoratori e sindacati. Per questo, vista l’adesione massiccia allo stop forzato dal lavoro, l’azienda è stata costretta a convocare la Fiom-Cgil per questo pomeriggio. L’intento è quello di raggiungere un accordo per scongiurare altre proteste e altri scioperi.

«Una media dell’80 e 90% dei lavoratori in sciopero è un dato epocale che non ha precedenti in altri stabilimenti della Fiat», spiegano Pietro Campanella e Alfredo Fegatelli della segreteria Fiom-Cgil, «quello che hanno messo in atto i lavoratori è un record mai accaduto in Italia. Qui si producono circa 300 pezzi in un turno di otto ore, con un gruppo ruota che va assemblato in meno di un minuto, con movimenti ripetitivi e a volte privi del materiale da assembleare per il mancato rifornimento dei pezzi, con lavoratori che poi si trovano a recuperare il tempo perso, saltando le pause o producendo più pezzi al minuto».

Una situazione incandescente stando alla denuncia del sindacato. «Aumentando i carichi e i turni, e diminuendo il personale, l’azienda ha aumentato i suoi utili e a noi non arrivano i premi di produzione», protestano i lavoratori. Solo all’inizio del mese scorso c’era stato un altro sciopero all’interno dello stabilimento che fa capo alla Fca (Fiat Chrysler Automobiles). Un paio di settimane fa sembrava che si fosse arrivati a un accordo, poi sfumato all’ultimo minuto. «Siamo fiduciosi sulla possibilità di arrivare a un’intesa», aggiunge Fegatelli, «la nostra proposta prevede al massimo 5 giorni lavorativi a settimana, senza continuità fra il sabato e la domenica, per 18 turni e 40 ore settimanali». (f.p.)

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