Scongiurato lo sfratto per l’Archivio di Stato

Trovato l’accordo tra l’istituzione e la società che ha la proprietà dello stabile A giorni verrà stipulato un nuovo contratto di affitto per la durata di 4 anni
L’AQUILA. L'Archivio di Stato non lascerà la sede di Bazzano. L'accordo con la società Gioel Holding, proprietaria dello stabile dove l'Archivio si è ricollocato dopo il sisma del 2009, è ormai ad un passo. A giorni verrà firmato il contratto di affitto quadriennale, per un importo complessivo che sfiora i 300mila euro l'anno. Più del vecchio contratto, stipulato per 230mila euro, ma meno della richiesta iniziale della proprietà, che puntava a raddoppiare l'importo. L'intesa è arrivata dopo una serie di inghippi burocratici, che di fatto hanno reso impossibile il rinnovo contrattuale. «La trattativa è in fase conclusiva», conferma Paolo Buonora, direttore dell'Archivio di Stato, «dovrebbe risolversi positivamente a breve scadenza. Non ci sono più motivi di contenzioso: il contratto verrà rinnovato ad un costo di 300mila euro l'anno ma, oltre ai vecchi locali, l'Archivio avrà a disposizione anche la palestra e la sala conferenze. Una somma congrua, come da parere del Demanio». Più difficile, invece, sarà l'acquisto del mobilio: un'operazione che l'Archivio di Stato sta valutando, ma che richiede uno sforzo economico eccessivo. L'obiettivo a lungo termine resta quello di tornare in centro, nell'ex complesso San Salvatore. «Una sede prestigiosa», prosegue Buonora, «per restituire alla città il valore storico di tutta la documentazione aquilana. L'auspicio è che il ministero delle Finanze sblocchi l'iter per la ristrutturazione dell'intero il complesso ex San Salvatore che, oltre all'Archivio di Stato, dovrebbe ospitare la biblioteca provinciale». Buonora sottolinea «il grande interesse che gli aquilani e le istituzioni hanno mostrato nei confronti del futuro della struttura. E' indubbio che nel rinnovo del contratto ci sono stati ritardi biblici», dice,«“al mio arrivo all'Aquila, i termini erano già scaduti e la proprietà dell'immobile aveva avanzato un'offerta onerosa: circa il doppio rispetto al fitto pagato fino a quel momento. Di qui un'indagine di mercato per valutare i locali disponibili, eventualmente anche in comodato gratuito da parte di Comune, Provincia e Regione. Rimettere in piedi l'Archivio, dopo il sisma del 2009, è costato circa un milione di euro; anche per questo abbiamo richiesto al Demanio un visto di congruità, nell'intento di stabilire un prezzo di fitto adeguato, sulla base delle restrizioni imposte dalla spending review». In assenza di un accordo, la Gioel Holding ha iniziato un'azione giudiziaria contro l'Archivio di Stato, che si è conclusa con la sentenza di sfratto, esecutiva il 20 novembre. Sentenza superata dall'accordo tra le parti.
Monica Pelliccione
©RIPRODUZIONE RISERVATA

