Scontro tra borghi sui 20 milioni Il Tar deciderà entro fine mese

La Regione Abruzzo farà opposizione al ricorso: «Vizi procedurali? Aspettiamo che lo dicano i giudici» Ma Calascio rischia di perdere il maxi finanziamento, Lama dei Peligni non ha intenzione di fermarsi
CALASCIO. Chi la spunterà tra Calascio e Lama dei Peligni, nel Chietino, e a chi andranno i 20 milioni di euro del bando borghi Pnrr-Turismo e Cultura? Bisogna aspettare mercoledì 25 maggio quando si riunirà la camera di consiglio del Tar per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare. A distanza di pochi punti, 80 a 77, Calascio si è piazzato al primo posto e Lama dei Peligni al secondo. Ed è stato il sindaco di Lama, Tiziana Di Renzo, a presentare ricorso al Tar. Lo scontro tra i borghi, per il sindaco di Calascio, Paolo Baldi, potrebbe avere gravi conseguenze: «L’Abruzzo rischia di perdere l’intero finanziamento». Per la Di Renzo, la valutazione non sarebbe corretta. Il Tar dell’Aquila, per ora, ha dato ragione a Di Renzo e ha sospeso il finanziamento a Calascio perché «sussistono i presupposti per disporre la sospensione interinale dei provvedimenti impugnati con riferimento, tra gli altri, all’inserimento nel progetto del comune di Calascio, di immobili di proprietà privata (sette, da acquistare per un valore complessivo di 829.089 euro, ndc) in violazione dell’articolo 9 dell’avviso pubblico».
Il nucleo di valutazione appositamente costituito ha scelto il progetto presentato da Calascio (“Rocca Calascio Luce d’Abruzzo”) che, partendo dalla cultura, investe tutti gli aspetti più importanti: sociale, economico, infrastrutturale, ambientale, di innovazione con un avanzato livello di progettazione per rispondere alle tempistiche previste dal Pnrr. La proposta presentata, tra l’altro, getta le basi per la realizzazione di un polo della cultura che vedrà anche una serie di azioni complementari, un albergo diffuso nei palazzi chiusi e semi abbandonati, un’area per il campeggio e la sosta dei cavalli lungo il percorso dell’ippovia, tutti servizi elementari totalmente mancanti. C’è inoltre la necessità di salvaguardare un patrimonio storico e architettonico, unico, un sito di importanza straordinaria, con un’area archeologica danneggiata dagli ultimi terremoti. L’incremento del livello occupazionale sarà garantito dall’apertura delle nuove attività e dalla valorizzazione e ampliamento di quelle presenti.
Sull’argomento ricorso è intervenuto anche il presidente della Regione, Marco Marsilio: «Ritengo assolutamente legittimo che il Comune di Lama dei Peligni eserciti il suo diritto di fare ricorso, laddove ritenga di averne ragione e fondamento. La Regione resisterà nel giudizio di merito di fronte al Tar ritenendo che la commissione (composta, tra gli altri, da entrambe le soprintendenze statali competenti sull’Abruzzo) abbia correttamente attribuito i punteggi che hanno decretato Calascio come vincitore e non, come sostiene il sindaco di Lama, che Calascio si sia aggiudicato il finanziamento nonostante il progetto presentasse diversi vizi. Se ci siano stati vizi, aspettiamo che lo decidano i tribunali». (m.d.n.)
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