Scontro Zaia-Pezzopane Niente risarcimento

1 Novembre 2019

La deputata citata per le accuse al “Chiambretti night”: «Visita fugace a Onna» Respinta in Appello la richiesta di danni dell’ex ministro per 440mila euro

L’AQUILA. Respinta dalla Corte d’Appello la richiesta di risarcimento di 440mila euro avanzata dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nei riguardi della deputata Stefania Pezzopane. Una decisione che conferma il primo grado di 5 anni fa e che arriva a dieci anni dalla querela scaturita dalle frasi pronunciate da Pezzopane in occasione della trasmissione di Piero Chiambretti, “Chiambretti night” andata in onda su Italia Uno nell’immediato post-sisma, ovvero il 21 ottobre 2009. Pezzopane, all’epoca presidente Pd della Provincia, fu critica in riferimento a una visita dell’allora ministro delle politiche agricole ai terremotati di Onna. «Non mi è piaciuto un ministro», disse la Pezzopane alludendo a Zaia, «che è arrivato con l’elicottero: ha fatto un’intervista e poi ha ripreso l’elicottero e se n’è andato. Insomma, poteva almeno dare una guardatina». «Era il ministro Zaia», aggiunse, «eravamo a Onna. L’ho visto proiettarsi verso una telecamera e poi riandarsene. Questo mi ha ferito molto perché vicino c’era tanto dolore».
Parole non gradite a Zaia che chiese il risarcimento (da destinare ai terremotati), in relazione agli ascolti Auditel di quella trasmissione, ovvero oltre 440mila euro, uno per ogni spettatore. Zaia, tra l’altro, disse che all’Aquila era rimasto cinque ore.
«Particolarmente tempestiva», dicono i giudici di Appello, «fu la visita di Zaia. Ma si è trattato di una percezione erronea di una condotta che, però, è stata così recepita anche dalle persone che erano con la Pezzopane nei pressi della tendopoli e che l’hanno commentata negativamente avendo, come lei, visto il ministro rilasciare dichiarazioni e allontanarsi senza dare solidarietà alla popolazione ricoverata nella tendopoli. Quando, poi, lo Zaia rientrò a visitare la tendopoli non incrociò la Pezzopane che si era allontanata e, quindi, restò convinta che la visita del ministro fosse stata distaccata e repentina».
Ma i giudici dicono anche che «si è trattato di un esercizio, sia pure distorto, del diritto di critica». Tuttavia alla Pezzopane, assistita dall’avvocato Piermichele De Matteis, è riconosciuto di aver stigmatizzato un fatto vero: che alla visita nella tendopoli e alla solidarietà non fu data la priorità rispetto ad altre cose. Il leghista Zaia (condannato alle spese), la settimana successiva, intervenne via telefono alla trasmissione di Chiambretti ed ebbe modo di riferire pubblicamente la sua versione dei fatti.
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