Scoperte 43mila luci natalizie pericolose

Blitz in un centro commerciale. Gli addobbi venduti a basso costo e senza certificazioni possono innescare incendi
SULMONA. Le luci di Natale made in Cina finiscono sotto sequestro. Oltre 43mila pezzi erano stati messi in vendita a prezzi stracciati in un centro commerciale di Sulmona gestito da cinesi. Luminarie di vario genere da ritenersi potenzialmente pericolose perché avrebbero potuto incendiare abeti e addobbi vari. L’operazione è stata portata a termine dai finanzieri del Nucleo mobile della compagnia di Sulmona che da tempo sono in azione per contrastare la commercializzazione di prodotti elettrici privi dei dispositivi minimi di sicurezza previsti dal diritto comunitario e nazionale.
«Un’operazione a tutela dei consumatori e a garanzia del regolare mercato», precisano gli investigatori al comando del tenente Luigi Falce. Un mercato quotidianamente invaso da prodotti a basso costo e dagli scarsi o inesistenti standard qualitativi. Da qui la necessità di potenziare la vigilanza attorno a un fenomeno diffuso, soprattutto durante le tradizionali feste.
Le Fiamme gialle peligne hanno incentrato in particolare la propria attenzione nei confronti di una grande attività commerciale della città che deteneva per la vendita ingenti quantità di luci per addobbi natalizi a prezzi insolitamente bassi: gli stessi sono risultati privi della marcatura Ce, di istruzioni e informazioni sulla sicurezza dei prodotti e della garanzia. La merce, proveniente dalla Cina, è stata sequestrata. Si tratta di oltre 43.000 apparecchi elettronici per l’illuminazione che a detta dei finanzieri rappresentavano un rischio concreto per la salute e la sicurezza delle persone, degli animali e dei beni.
«Ogni giorno la Guardia di finanza», sottolineano dal comando provinciale dell’Aquila, «opera per contrastare il commercio di prodotti non genuini e pericolosi che, mettendo fortemente a rischio la salute e la sicurezza dei consumatori e dell’ambiente, danneggiano anche il mercato, sottraendo opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole».
Al commerciante cinese verranno comminate anche delle sanzioni – da quantificare – e non sono esclusi provvedimenti penali.
«La Finanza sta svolgendo alla perfezione il suo compito di controllo a tutela di chi lavora onestamente», è il commento di Claudio Mariotti, presidente Ascom Fidi e Servizi, «invitiamo le forze dell’ordine a estendere le verifiche tra chi si improvvisa produttore di prodotti tipici e fa vino o olio in cantine o garage, andando a ledere una filiera seria e di qualità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

