Scoperte truffe con gli affitti concordati

5 Novembre 2015

La Forestale ha denunciato i due rappresentanti di una società milanese di gestione del risparmio

L’AQUILA. Avevano concesso in locazione ad aquilani rimasti senza casa e che avevano scelto la formula assistenziale dell'affitto concordato, alcuni immobili che non potevano essere destinati ad uso abitativo in quanto non avevano le caratteristiche tecniche per l’attribuzione dell’abitabilità.

Per questo i due rappresentanti legali di una società di gestione del risparmio con sede a Milano, A.N. di 65 anni (direttore generale) e F.A. di 53 (consigliere delegato), sono stati iscritti nel registro degli indagati per i reati di falso e truffa aggravata. È stato contestato, inoltre, l’illecito amministrativo dipendente da reato.

Ieri i forestali del Nipaf diretti dal vice questore aggiunto del Cfs Antonio Rampini hanno eseguito, su disposizione del pm Roberta D'Avolio, un sequestro preventivo per 130 mila euro su un immobile di proprietà della società che, sulla base di un accordo quadro sottoscritto nel dicembre 2009 con la Protezione Civile, ha acquistato degli appartamenti da destinare agli sfollati.

Dalle indagini, eseguite in collaborazione con la sezione di Polizia giudiziaria ambientale presso la procura distrettuale coordinata dall’ispettore Silvano Corpetti, è emerso come le pratiche di locazione immobili, oggetto dell’accertamento, contenevano false dichiarazioni nei verbali di consistenza dell’immobile, parte integrante del contratto di affitto, riportando in allegato planimetrie catastali artefatte al fine di suscitare convincimenti erronei circa l’esatta consistenza dell’immobile stesso. Più specificatamente, le planimetrie catastali acquisite presso l’Agenzia del Territorio, evidenziano come alcuni locali degli immobili affittati non potevano essere destinati ad uso abitativo in quanto non avevano le caratteristiche tecniche per l’attribuzione dell’abitabilità. Gli indagati avrebbero fatto figurare la presenza di locali abitabili maggiori rispetto a quelli esistenti e ciò al fine di lucrare sulla maggiore somma derivante dalla variazione di tipologia (da monolocale a bilocale etc…), conseguendo in tal modo un ingiusto profitto pari a 130.600 euro con un danno per la Pubblica Amministrazione. Le indagini sono state seguite anche dal pm capo Fausto Cardella.

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