Scoppia un focolaio tra i lauretani: si teme per la Madonna che scappa

Il coronavirus torna a minacciare le tradizioni della Pasqua: sono risultati positivi cinque confratelli E si discute sulla processione del Venerdì Santo: ipotesi corteo, ma senza passare per i vicoletti
SULMONA. Il virus agita la vigilia delle manifestazioni della Settimana Santa. Se nella sede dei rossi trinitari di vico dell’Ospedale tutto sembra andare per il verso giusto, non si può dire altrettanto per i verdi lauretani di vico del Tempio, da ieri alle prese con un consistente fronte di contagio. Almeno cinque confratelli sono risultati positivi al Covid e tra questi figurano tre persone fondamentali per l’organizzazione della corsa della Madonna che scappa in piazza la domenica di Pasqua: il factotum, uno dei componenti della quadriglia e un componente del direttivo. Tanto è bastato per far salire la tensione all’interno delle mozzette verdi che già da qualche giorno si erano messe attorno al tavolo per organizzare la prossima edizione della Madonna che scappa in piazza. Ora con il pericoloso focolaio che si è acceso, la situazione si è fatta più delicata. Mancano 11 giorni all’inizio della Settimana Santa quando ci sarà il primo appuntamento con il sorteggio delle quadriglie e dei figuranti che animeranno le sacre rappresentazioni, sia la processione del Venerdì Santo, sia la corsa di Pasqua. L’auspicio dei confratelli lauretani è che il focolaio non si allarghi e che gli attuali positivi possano presto tornare operativi a tutti gli effetti per essere presenti già da lunedì 11 aprile nella chiesa di Santa Lucia dove, come tradizione vuole, saranno estratti i nomi dei componenti della quadriglia che dopo due anni di stop, torneranno guidare la corsa della Madonna verso il Cristo Risorto, nella piazza gremita di gente. Clima sicuramente più disteso tra i rossi trinitari con il maestoso coro che da mercoledì scorso ha iniziato ufficialmente le prove. Due ore all’interno della chiesa dell’Annunziata in cui, gli oltre cento cantori, sono stati divisi in tre gruppi proprio per evitare un pericoloso assembramento che avrebbe potuto favorire maggiore possibilità di contagio.
«Aspettiamo di conoscere quali saranno le decisioni del governo per quanto riguarda il dopo emergenza sanitaria», afferma Raffaele Carrozza, rettore dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità «le manifestazioni si svolgeranno nel pieno rispetto delle regole che in quel momento saranno in vigore al fine di contenere i contagi”. Carrozza è un medico, ruolo che gli impone la massima prudenza. Inizialmente si era pensato a un coro in forma statica sulla scalinata del palazzo dell’Annunziata, ma con la fine dello stato di emergenza i membri del direttivo, compreso il vescovo Michele Fusco, vorrebbero onorare la tradizione, seppur con dei piccoli correttivi come, ad esempio, un percorso che eviti i vicoli più angusti della città vecchia, con il coro al seguito della statua del Cristo Morto.

