Scoprono tre telefonini, agenti picchiati

26 Ottobre 2022

Cinque poliziotti penitenziari assaliti da un detenuto finiscono al pronto soccorso. Riesplode la polemica sulla sicurezza

SULMONA. Ancora un grave episodio di violenza nel carcere di Sulmona. Cinque agenti penitenziari sono finiti in ospedale dopo essere stati aggrediti da un detenuto del reparto di massima sicurezza. Nel corso di un controllo disposto dalla direzione del carcere, l’uomo è stato sorpreso in possesso di tre telefoni cellulari che si sarebbe rifiutato di consegnare agli agenti; a quel punto ne ha aggrediti quattro più un quinto intervenuto in soccorso dei colleghi. Uno degli agenti avrebbe perso i sensi perché colpito con un pugno, gli altri quattro hanno riportato escoriazioni e contusioni su varie parti del corpo. Una vera e propria impresa per gli agenti quella di bloccare il detenuto che, alla fine è stato ricondotto nella sua cella. Tutti gli agenti sono stati portati in pronto soccorso. Le prognosi per i cinque agenti vanno dai 5 ai 15 giorni. Tra loro c'è chi è stato aggredito per la seconda volta in un anno. Negli ultimi giorni, invece, sono stati una ventina i telefoni cellulari sarebbero stati sequestrati in cella. Un fenomeno preoccupante, soprattutto per la criminalità organizzata che potrebbe continuare a operare da remoto.
I PRECEDENTI
Dall'inizio dell'anno sono stati almeno una decina gli episodi che hanno visto i detenuti scagliarsi contro i poliziotti penitenziari, alcuni con estintori, altri con monitor dei computer e altri ancora con pugni e calci. Anche se il più grave si è verificato nel giugno del 2018, quando un poliziotto è stato ferito con dell’olio bollente da un detenuto ergastolano in isolamento diurno. Nello stesso episodio restarono coinvolti anche altri due agenti, uno riportò un trauma cranico bilaterale e l'altro ferite meno gravi.
I SINDACATI
Sul grave episodio è intervenuto il responsabile territoriale della Uil Penitenziari Mauro Nardella, il quale ha sottolineato: «Altri cinque agenti aggrediti al carcere di Sulmona ad opera di un detenuto del circuito di alta sicurezza. Non è bastata al condannato la contestazione del nuovo reato ex articolo 391 ter del Codice penale, che riguarda l'accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei detenuti e che può costare da uno a quattro anni di carcere in più all'aggressore. Ha voluto metterci il carico malmenando i cinque agenti che lo hanno scoperto. Dico che è giunta l'ora di mettere le mani a un sistema carcerario, quello italiano, negli ultimi anni lasciato in balìa di se stesso.
IL PRESIDENTE MARSILIO
Anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio è intervenuto sul ferimento degli agenti di polizia penitenziaria a Sulmona, annunciando che chiederà più personale per il carcere al nuovo ministro della Giustizia Carlo Nordio.
«Un nuovo episodio di violenza nel carcere di Sulmona ha portato al ferimento di cinque agenti di polizia penitenziaria a cui vanno gli auguri miei e della giunta regionale per una pronta guarigione», ha detto Marsilio, continuando: «Un fatto molto grave che evidenzia la situazione difficile in cui operano gli agenti degli istituti di pena abruzzesi. Visti i ripetuti episodi di violenza nei loro confronti interesserò il nuovo ministro affinché provveda a garantire la copertura dei posti in organico ad oggi scoperti, al fine di un migliore sicurezza durante i turni di lavoro».
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