Scosse di terremoto, appello alla prevenzione Il geologo: «Area a rischio, case da adeguare»

1 Luglio 2015

SULMONA. Le ultime scosse di terremoto registrate nell’Alto Sangro riaccendono i riflettori sulla necessità di investire in prevenzione sismica in una delle zone più a rischio. L’appello lo lancia...

SULMONA. Le ultime scosse di terremoto registrate nell’Alto Sangro riaccendono i riflettori sulla necessità di investire in prevenzione sismica in una delle zone più a rischio.

L’appello lo lancia il geologo e responsabile del Centro ricerche sui disastri naturali e presidente della Sarelf.org, Michele Andreozzi, dopo i fenomeni tellurici di mercoledì scorso. In quella occasione, alle 4.07 di notte, una scossa ha interrotto il sonno di molte persone residenti tra Pescocostanzo, Rivisondoli e Rocca Pia. L’evento sismico, localizzato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con una magnitudo di 2.8 a 9 chilometri di profondità, è stato avvertito distintamente in tutta la vallata. L’epicentro è stato registrato a quattro chilometri da Pescocostanzo, nella zona del Villaggio Sant’Antonio, nell’area del Monte Porrara, una delle più a rischio in Italia.

«Sono necessarie informazione e formazione ai cittadini» avverte Andreozzi «partendo dalla certezza che questa è un area silente da molti anni e che, cataloghi e studi, indicano una massima magnitudo compresa tra 6 e i 6,5 gradi sulla scala Richter. Particolarmente importante è anche la sequenza registrata a febbraio scorso, al confine tra Abruzzo e Molise, e ancora quella tra i comuni di Villalago, Scanno e la Marsica».

La soluzione per il geologo sta nella cultura della prevenzione, fatta di preparazione alle persone e di costruzioni realizzate o ristrutturate secondo le più moderne tecniche di mitigazione sismica. «Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 lo Stato ha emanato un nuovo provvedimento per dare maggiore impulso alla prevenzione sismica» ricorda Andreozzi «stimolando anche quelle azioni che erano state marginalmente, o per nulla, toccate da provvedimenti precedenti. L’articolo 11 della legge 77 del 2009 di conversione del decreto legge Abruzzo, infatti, prevede che siano finanziati interventi per la prevenzione del rischio sismico in tutta Italia. Per la prima volta, attraverso un programma organico pluriennale, l’intero territorio nazionale viene interessato da studi per la caratterizzazione sismica delle aree e da interventi per rendere più sicuri gli edifici pubblici e privati. Novità assoluta del piano è la possibilità per i cittadini di richiedere contributi economici per realizzare interventi su edifici privati e anche di beneficiare di detrazioni fiscali». Lavori e interventi che prevedono, dunque, anche contributi economici e sgravi fiscali. «In sintesi, è vero che un’opera di divulgazione da parte della comunità scientifica può fornire gli strumenti adeguati per fronteggiare eventuali emergenze» chiude il geologo «ma si deve anche ricordare che attualmente piccoli eventi in sequenza sono ancora in corso».

Federica Pantano

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